Problemi di riforma scolastica nuare in quella famosa allegria delle classi aggiunte! Ora per questi istituti, comunque li ordiniate, avrete bisogno di locali, di gabinetti, di professori; quindi l'economia è una vera e propria• illusione; illusione che rimonta a cinquant'anni fa, quando nel 1850 o 1860, essendo pochi gli allievi dei ginnasi e pochissimi quelli delle scuole tecniche, si pensò di riunirli insieme per fare economia; ed in quel momento sarebbe stata davvero un' economia, ma un'economia sbagliata, perché non teneva conto dell'aumento che doveva venire. Ora questo motivo è sparito; ma si continua ciò non ostante a dire, come cinquanta anni fa, per una di quelle forme di sopravvivenza mentale che sempre si riscontrano, che l'economia ci sarebbe. Macchiati. Ma voi dimenticate i piccoli centri! Salvemini. Ormai non c'è quasi piu scuola tecnica, anche nei piu piccoli centri, che non abbia classi aggiunte. Almeno a stare alle statistiche del 1906-07 che non davano che 5 o 6 scuole tecniche, in tutta Italia, senza classi aggiunte. E negli ultimi anni sono anche cresciute. (Commenti ed interruzioni.) Macchiati. Non parlo delle scuole tec.niche, parlo dei ginnasi. Salvemini. Ma io li voglio sopprimere nei piccoli centri, dove sono dannosi, ed a questi piccoli centri non voglio dare che la scuola elementare superiore. Abbiamo già votato che le scuole inutili debbono essere soppresse e non peggiorate per comodo dei partiti locali! (Benissimo!) Il Mori diceva che la scuola sarà piu semplice. Non credo che questo argomento possa avere importanza. Come ho detto l'altro giorno, potrà interessare un direttore generale dell'istruzione media, che non voglia seccature, che non voglia trovarsi davanti troppi programmi e troppi corsi, ma non deve preoccupare noi. La società moderna diventa sempre piu complessa, e se voi avete paura delle complicazioni, allora non dovreste fare che una scuola unica, assolutamente unica, per tutto, e, per semplificare, sopprimere tutte le altre. La scuola unica - dicono altri - trova la sua ragione nella unità della cultura generale: questo è ormai un argomento sfatato; e trovo strano che molti colleghi, che insieme con noi sono convinti dell'assurdo di impartire ai giovani un vasto insieme di nozioni e che combattono l'enciclopedismo, poi, ad un certo punto, si rassegnino a questo enciclopedismo per stabilire le nozioni che debbono essere date nella scuola unica. Altro argomento: la scuola unica servirà a saggiare le attitudini, l'inclinazione, la vocazione degli alunni. Il Niccoli ha ricordato Platone, che era un grand'uomo, ma Platone in questo caso ha detto una corbelleria; me ne rincresce per lui! (Ilarità vivissima.) Io non credo che esistano attitudini. Naturalmente c'è chi dice di si'., e chi dice di no. Arrivati a questo punto, la discussione diventa inutile, diventa una questione di esperienza personale in base a quello che è avvenuto a noi e che abbiamo visto intorno a noi. Noi abbiamo detto: non esistono attitudini, ed abbiamo cercato di di686 BibliotecaGino Bianco
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