Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

[La Scuola Unica di primo grado] vostri criteri modernisti, e sbrigatevi tra modernisti e professionali; la scuola classica lasciatela a noi. Credo che a questo il Congresso non possa opporsi; e allora non c'è piu la questione, di indole politica e sociale come sono tutte le questioni scolastiche in senso lato, se ci debba essere l'insegnamento classico, sulla quale non dico i deputati della maggioranza, ma tutte le persone che hanno una certa intelligenza e cultura (Applausi), possono dare un parere relativamente accettabile. Affermata la necessità che una scuola classica ci sia, il modo come questa scuola debba essere organizzata internamente debbono dirlo i classicisti. È semplicemente assurdo che ci sia un insegnante di storia, di mateJ matica, di calligrafia, di tutto quello che volete, che dopo aver detto: la scuola classica ci deve essere, vada a dire ai classicisti: non solo ci deve essere, ma il latino lo dovete insegnare cosL (Vivissima ilarità - Interruzioni.) È stato risposto da Lombardo-Radice e dal Calò che le critiche che Niccoli fa agli insegnanti di latino e greco, si possono fare a tutti gli insegnanti di tutte le materie, e che i risultati non buoni,. o cattivi, che dànno gli insegnamenti classici, non sono peggiori dei risultati della filosofia, della storia, della geografia, e di tutte le scienze, perché c'è da fare un rinnovamento profondo di tutti gli insegnanti, ed è merito della Federazione di averci fatto pensare a questo problema. (Benissimo!) Ma Niccoli va piu avanti e dice: le riforme possibili nelle altre materie, nelle materie classiche sono impossibili. I professori classici sono incorreggibili, ha detto ieri, cioè il latino non solo annoia gli alunni, ma rimpicciolisce i professori. (Ilarità.) Ma all'argomento della impossibilità intrinseca di riformare i metodi dell'insegnamento classico, ha risposto Mancini, dicendo che siamo in un periodo in cui avviene una crisi profonda nell'insegnamento classico, e che si fanno progressi a passi di gigante nella modificazione dei metodi. Altri invece dicono che non sono i metodi che debbono essere riformati, ma i professori. È un'illusione. Ad ogni modo, ammetto, perché desidero di fare tutte le concessioni logiche possibili, ammetto che il Niccoli abbia ragione e che siano le materie classiche incorreggibili come i loro professori. Ma allora, quale è la conseguenza? L'abolizione della scuola classica in tutti i suoi gradi, non la istituzione di una scuola unica senza latino per rafforzare la scuola classica di secondo grado. Prima avete dichiarato che il mondo classico è un mondo che cade da tutte le parti, avete invitato i classicisti ad abbandonare una difesa ormai impossibile, Mori ha detto quello che ha detto contro il classicismo, e poi si conclude: noi vi vogliamo togliere il ginnasio inferiore, perché desideriamo di rafforzare il classicismo; togliendovi tre anni, negli altri cinque imparerete ad ·insegnare meglio d'ora il latino e greco. Ciò non è logico l Quando si parte dal principio della incapacità degli insegnanti classici, non ci sono che due vie: o l'abolizione della scuola classica in tutti i suoi gradi; oppure creare la scuola moderna accanto alla classica. 683 BibliotecaGino Bianco

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