La riforma della scuola media Il. Che la Scuola moderna abbia pari durata con l'attuale liceo-ginnasio e pan diritti per l'ammissione alle facoltà universitarie. b) Il Congresso deplorando che il Governo finora nessun serio provvedimento abbia preso per fornire a qualsiasi ordine di scuole medie insegnanti di lingue moderne bene preparati, nonostante i voti di tutti i Congressi professionali e di tutte le persone competenti; dichiarando che una buona preparazione di questi insegnanti non è possibile conseguire se non per mezzo di studi universitari e attraverso una solida cultura classica; insiste vivamente sulla necessità urgentissima che non appena si possa farlo seriamente sieno costituite sezioni di filologia moderna nelle facoltà di lettere; fa voto che in attesa che le nuove sezioni universitarie dieno i loro risultati si incoraggino tutte le iniziative, che tendano seriamente a moltiplicare con sollecitudine adatti insegnanti di lingue moderne; ed afferma che le scuole medie a base di studi scientifici e lingue e letterature moderne non devono essere istituite se non via via che siano disponibili insegnanti di lingue e letterature preparati ad esercitare seriamente e rigidamente il loro ufficio. IV Il Congresso: considerando che qualora alla scuola classica e a quella moderna si desse un iniziale corso comune, si dovrebbe imporre l'insegnamento del latino anche agli alunni che in seguito passerebbero alla scuola moderna, con scarsa utilità di essi e con danno degli alunni destinati agli studi classici, oppure si correrebbe pericolo di disorganizzare l'insegnamento classico, sopprimendolo nel grado preparatorio e riunendolo tutto nel grado superiore; considerando, inoltre, che questa specie di scuola preparatoria unica se non fosse preceduta dalle riforme necessarie nelle Scuole tecniche e negli Istituti tecnici e dalla creazione di buone Scuole moderne, aprirebbe ben presto il varco ad un tipo di scuola unica ben diverso da quello che si vorrebbe istituire, nel quale si troverebbero confusi con danno di tutti, non solo gli alunni destinati agli studi universitari, ma anche quelli per cui sarebbe piu adatta la scuola preparatoria ali 'istituto tecnico-professionale e scuole analoghe, e la scuola popolare; pur non opponendosi alla proposta che, in alcune città opportunamente scelte, si istituiscano, in via di esperimento, scuole nelle quali lo studio del latino ~i cominci tre anni dopo che nell'attuale ginnasio, allo scopo cli accertare se veramente l'insegnamento classico, ritardato e concentrato in minor numero di anni, darebbe frutti non inferiori a quello della scuola classica tradizionale; afferma la necessità, che in attesa dei risultati di siffatto esperimento e mentre si compiono le riforme piu importanti, la scuola classica e la scuola moderna sieno tenute nettamente separate fino dal principio. V Il Congresso: riconoscendo le difficoltà di un rinnovamento scolastico generale immediato; considerando che sui difetti delle Scuole tecniche e sulle riforme ad esse necessarie esiste una concordia quasi unanime di pareri, e che l'attuazione di queste riforme interessa piu specialmente le classi lavoratrici; considerando che la riforma delle Scuole tecniche deve consistere anzitutto nel liberarle dall'obbligo di provvedere agli alunni che si destinano agli Istituti tecnici; fa voto che la riforma scolastica cominci con la istituzione dei corsi preparatori speciali per gli Istituti tecnici e col contemporaneo adattamento delle Scuole tecniche ai bisogni della scolaresca a cui esse rimarrebbero destinate. 679 BibliotecaGino Bianco
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