La rif 01·ma della scuola media XIV A parte, poi, ogni altra considerazione, il grande scoglio contro cui si frange questa, come qualunque altra specie di scuola unica, è la questione del latino. O nella scuola unica si mette il latino; e si danneggiano gli alunni destinati a non continuare piu questo studio nella scuola moderna, obbligandoli a tre o quattro anni di lavoro inutile: perché è perfettamente inutile lo studio di una lingua classica cominciato e lasciato in asso. Senza contare che molti si farebbero un dovere di non studiare il latino... fino dal primo anno, perché sicuri di non trovarselo piu tra i piedi appena usciti dalla scuola unica, e sempre per via delle famose vocazioni, le quali, una volta che siano prese sul serio dalle leggi e dagl'insegnanti, autorizzeranno qualunque indisciplinatezza e qualunque poltroneria. 4 O dalla scuola unica si esclude il latino, e allora gli studi delle lingue e letterature classiche ridotti da otto a cinque e magari a quattro anni diventano impossibili. In Italia noi ci troviamo oggi in questa curiosa condizione. Fra i classicisti si è formata una corrente abbastanza larga di persone concilianti, che pur sempre convinte della superiorità della cultura classica, non disconoscono la necessità di una scuola moderna, e arrivano ad ammettere anche la completa parità giuridica delle licenze finali, e possono, insieme ai modernisti, costituire contro i classicisti intransigenti una maggioranza vigorosa e vittoriosa a favore della scuola moderna. Ma i modernisti non sono contenti di ottenere la istituzione della scuola ad essi cara: muovono anche all'assalto della scuola classica, pretendono metterci dentro le mani, e strapparle tre anni di latino, obbligando gli alunni della scuola classica ad attraversare anch'essi il primo triennio della scuola moderna. E tutto questo si fa per ... rinforzare l'insegnamento classico. Proprio cosi'.. In Italia, da alcuni anni a questa parte, di persone che vogliano abolita la scuola classica, non ce n'è piu. Tutti coloro, che una volta si affermavano disprezzatori della scuola classica, sono diventati i 4 Nella bella relazione al Congresso dei Capi d'Istituto del settembre 1908, il Tambara, partendo dal principio che il latino sia necessario a tutti coloro che aspirano agli studi universitari, ha proposto che anche nella scuola, per dir cosf, moderna il latino sia obbligatorio; e su questa base gli è stato agevole costruire una scuola di fondamento comune col latino. Cosi egli elimina l'ostacolo della inutilità, anzi del danno, del latino insegnato per alcuni anni e non piu continuato nella scuola media di secondo grado. Ma elimina anche... la scuola moderna. Il Tambara, insomma, è un classicista quasi intransigente, che non propone una scuola unica, quale i piu la intendono, cioè che serva come fondamento comune ad una scuola classica e ad una scuola moderna (senza latino e senza greco); ma propone semplicemente una scuola classica biforcata nel grado superiore per una sezione che abbia il greco e una sezione senza greco. Per un siffatto ordinamento della scuola classica noi abbiamo simpatie assai vive: e se non proponiamo una riforma in questo senso, questo dipende dal fatto che ci sono tante altre riforme difficilissime e urgentissime da introdurre in queste nostre scuole vecchie di sessant'anni, che proprio non ci sentiamo il coraggio di aumentare la carne al fuoco e pensiamo che qualcosa da fare è bene che resti anche ai nostri poveri successori. Ora fra queste riforme urgentissime e difficilissime noi poniamo appunto la creazione della Scuola moderna in sostituzione della Sezione fisico-matematica dell'Istituto, che i classicisti intransigenti o quasi intransigenti vorrebbero soppressa sic et simpliciter. E precisamente dalla esistenza di questa scuola moderna, cioè senza latino e senza greco, messa accanto alla scuola classica - abbia questa o non abbia una biforcazione interna - nasce la questione della scuola fondamento comune. 675 BibliotecaGino Bianco
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