Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica tà del maestro a cui quegl'insegnamenti erano affidati e che li ha resi odiosi con la sua inesperienza e brutalità pidattica. Quante volte non vediamo che il cambiamento di un professore rende a un tratto in una scuola tutti gli alunni innamorati di materie, che prima detestarono, e viceversa? La esperienza di tutti noi ci dice che le vocazioni non si. rivelano in generale neanche a... 18 anni! Quanti di noi non sono stati a lungo incerti, dopo presa la licenza liceale, sulla propria cosiddetta vocazione e alla fine abbiam dovuto riconoscere che le vocazioni le avevamo tutte o non ne avevamo nessuna? In generale si sceglie una facoltà universitaria piuttosto che un'altra, perché quella facoltà è piu vicina a casa; perché c'è in essa un professore amico d'un amico di casa; perché nostro cugino ha fatto ... il contrario; per tanti motivi in cui la vocazione non entrava affatto. Nella medesima facoltà universitaria la scelta di un gruppo di studi a preferenza di un altro, è determinato da mille circostanze indipendenti dalle vocazioni: influenza personale di un professore piu simpatico, speranza di trovare prima un posto, presunta maggiore indulgenza nella discussione della tesi di laurea; e spesso la scelta si fa dopo lunghe incertezze, proprio quando si è con l'acqua alla gola, e bisogna, se non si vuol perdere un anno, decidersi a fare il salto. Solo in casi eccezionali si rivelano vere vocazioni speciali: e questi casi si hanno tanto a sei, quanto a dieci, quanto a venti, quanto a cinquant'anni, e la scuola non può foggiarsi sull'aspettativa di queste rarissime, ipotetiche e discontinue rivelazioni mirabili: le quali - fra l'altro - si affermano e vincono senz~ della scuola, e anche contro la scuola. Che le famiglie abbiano modo di scegliere per i loro figli fra le diverse scuole di alta cultura, secondo le loro tradizioni, i loro interessi, i loro pregiudizi magari, e indipendentemente da ogni preoccupazione che possa nascere in esse a causa di privilegi e di monopoli concessi ad una scuola con danno delle altre, questo è fattibile e necessario. Che gli alunni dopo essersi provati nello studio di una determinata scuola, abbiano modo di abbandonarla per un'altra, in cui credano di riescir meglio, prima di rinunziare ad ogni carriera scolastica, anche questo si capisce ed è oppor- . tuno: e si può ottenere consentendo, con corsi facoltativi, il passaggio dalla scuola classica alla moderna o viceversa. Che un alunno, dopo essersi provato nelle scuole d'alta cultura, abbia modo di rivolgersi, via facendo, verso scuole meno ardue e di piu breve durata e di una meno lontana utilità professionale, anche questo è utile e si può ottenere. Ma credere possibile che a dieci, o tredici, o diciotto anni esistano vocazioni consapevoli e sicure pro o contro studi non ancora provati, questo è andare contro ogni esperienza e contro ogni realtà. 674 BibliotecaGino Bianco

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