La riforma della scuola media questa benedetta formula "scuola unica" è equivoca e fatta a posta per confondere le idee e facilitare le sorprese! Il primo modo è quello piu comunemente tenuto, ed è stato molto bene criticato dal Tambara, or è un anno, nel Congresso nazionale dei Capi d'Istituto. In questa scuola unica - ha osservato il Tambara - si dovrebbe insegnare, secondo molti, italiano, storia, geografia, francese, matematica, scienze, disegno. La quantità è molteplicità delle materie bastano per se stesse a darci un'idea dell'indole della scuola. La quale, piuttosto che lo scopo di porre le fondamenta degli studi liceali, sembra prefiggersi quello di dare un'istruzione generica, molto simile all'istruzione delle scuole popolari. La storia, per esempio, a scolaretti dai dieci ai tredici anni non può venire insegnata se non in forma aneddotica; le scienze non possono certo prestarsi per loro a uno studio sistematico e rigoroso; e com'è facile capire, le due materie dovranno esser poi riprese da capo e fatte studiare con metodo differente nei licei. Né in modo molto diverso s'insegnerebbero tutte le altre, quando anche le intenzioni di coloro che propongono codesta scuola mirassero a uno scopo piu alto, perché a giovanetti di quell'età tante materie e quindi tante cose non si possono fare imparare se non in maniera assai superficiale. Insomma, s'io non m'inganno, questa sarebbe una scuola in cui s'insegnerebbe un pochino di tutto, nel modo, s'intende, in cui si può insegnare un pochino di tutto; e ciò qualunque fossero i suoi programmi e le relative istruzioni. E una scuola simile, piuttosto che congiungersi coi t1·e licei si collega con la scuola elementare; è, in sostanza, una scuola complementare, e di ginnasio non ha che il nome, nel senso almeno tradizionale che ha ricevuto la parola, di complesso di studi per metodi e per natura strettamente congiunti con quelli del liceo. L'istituzione di una scuola unica cosf fatta, né piu né meno degli altri due tipi di "scuola unica" [cioè: 1. scuola unica complementare e preparatoria; 2. scuola unica preparatoria per tutte le scuole medie di secondo grado, e professionali e avviatrici per l'università], confinerebbe effettivamente la vera scuola di alta cultura nel secondo grado della scuola media, cioè nel troppo angusto giro di cinque anni, senza che si potesse per questo alleggerire il peso de' suoi insegnamenti ... Se l'educazione, che nelle scuole d'alta cultura deve trovare l'alunno, consiste in abitudini di studio e di pensiero che han da diventare in lui seconda natura, a contrarre queste abitudini bisogna che cominci subito, appena s'è provvisto dei mezzi indispensabili a qualsiasi cultura, saper leggere, scrivere e far di conto; e bisogna ch'egli abbia poi tutto il tempo e la tranquillità necessaria per digerire e assimilare le cose che impara, le quali, si sa, devono esser dapprima alimento semplicissimo al suo pensiero, e via via, com'egli procede negli anni, adeguato alle sue forze crescenti. Se invece lo lascerete scorazzare liberamente, fino ai tredici o quattordici anni di età, a cogliere i frutti di una cultura molteplice e leggera, non riuscirete cosf facilmente ad avvezzarlo poi alla disciplina di studi severi e al raccoglimento della riflessione e dell'osservazione accurata e diligente delle cose.3 A chi osserva attentamente, anche questa specie di scuola unica non può non apparire fondata sulla illusione funesta, la quale rende impossibile il buon funzionamento di qualunque scuola, che esista cioè una "cultura generale dell'uomo e del cittadino" una enciclopedia, i cui elementi "sarebbe strano" fossero ignorati da chi "deve vivere la vita moderna e che la scuola media di primo grado deve somministrare prima che comincino gli studi piu speciali del secondo grado. E siccome sullo stesso principio si 3 Atti del secondo Congresso nazionale dei Capi d'Istituto; supplemento alla "Rivista pedagogica," anno II, fase. V, pp. 49-50. 671 BibliotecaGino Bianco
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