La riforma della scuola media Ma la tendenza unicista non coincide se non in ranss1me persone coll'idea che sia necessario elevare la cultura delle Sezioni professionali degli Istitutt tecnici e scuole analoghe fino al livello necessario alle professioni universitarie: quest'idea puzza troppo di "aristocratico." La tendenza generale è a deprimere, non a sollevare la cultura della vagheggiata scuola preparatoria unica. La quale, toltole il ponte dell'asino del latino - gli unicisti, che hanno la malinconia di volere il latino, sono pochi assai, e pronti sempre a buttarlo a mare per salvare il fardello, solo veramente prezioso, dell'unità -; ridotta in pillole... pratiche la lingua moderna, che vi si dovrebbe insegnare invece del latino - e i piu vogliono il francese affinché lo studio sia piu facile possibile; e alcuni non vogliono neanche il francese, e si contentano, in attesa di riduzioni ulteriori, del solo italiano -; diretta tutta a permettere l'esercizio delle "facoltà embrionali," e a saggiare in attesa della "pubertà" rivelatrice le capacità recondite degli alunni - senza aggravare troppo la mano nella prova, ben s'intende -; destinata ad impartire ai cari fanciullini un'infarinatura di quelle cognizioni, h " bb " f . d 11"' · d · " c e sare e strano assero ignorate a uomo e c1tta mo -; questa scuola, che gli unicisti già chiamano "prolungamento della scuola primaria," "pro ginnasio," "vestibolo alla scuola media," riducendo la scuola media a sei, a cinque, finanche a quattro anni, - questa scuola unica sarebbe disadatta come primo gradino alla stessa scuola preparatrice per le professioni minori; riescirebbe a maggior ragione disastrosa per la scuola avviatrice agli studi universitari, e non sarebbe che un espediente di falsa e inetta democrazia per agevolare ai figli delle classi abbienti l'assalto alle professioni liberali e agli impieghi piu lucrosi. La borghesia ha distrutto con furore gli abusi del regime nobilesco, che dava le cariche e gli uffici piu importanti dello Stato alla nascita o al favore regio; e ha detto di voler dare le dignità sociali piu alte agli uomini piu degni. A questo fine, dato che molti, troppi, si credono atti e degni, non c'è altro criterio legittimo di scelta, se non la potenza intellettuale. Di qui la necessità di scuole, che mettano a prova ed educhino questa potenza, classificando socialmente gl'individui secondo i gradi di essa. Se non che la borghesia trova piu comodo scambiare la possibilità data a tutti gli uomini d'ingegno di salire fino ai gradi sociali piu elevati, con la possibilità offerta a tutti i mediocri e a tutti i fannulloni, purché appartenenti alla classe dei "figli di papà," di essere classificati negli ordini superiori della società. E invece di rendere ardui e severi gli studi occorrenti a raggiungere gli uffici piu ambiti, salvo ad avviare i giovani meno adatti verso gli uffici piu modesti per mezzo di studi piu agevoli e di piu pratica utilità, tende ad abbassare in tutti i modi il livello degli studi piu elevati e a diminuire piu che sia possibile lo sforzo necessario ai voli piu alti: al resto provvederanno la ricchezza e le relazioni famigliari. Dopo cinquant'anni di facilitazioni burocratiche e parlamentari, facili a manipolare perché non esisteva e non esiste purtroppo ancora, nel paese, una democrazia intelli669 · BibliotecaGino Bianco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==