La riforma della scuola media necessità di una scuola media di cultura alta e difficile, a indirizzo rigidamente educativo e non utilitario, e volendo, per conservarle integro questo carattere, distinguerla accuratamente da qualunque altro genere di scuole, ben sappiamo che non ci è possibile evitare l'accusa di "reazionari" e "antidemocratici." Dinanzi alla quale noi non possiamo far altro se non ripetere che evidentemente ci sono due democrazie: la democrazia degli unicisti, che consiste nel ricondurre tutti gli uomini allo stesso livello; e la democrazia nostra, che non conferisce a tutti gli stessi diritti, né impone a tutti gli stessi doveri, ma commisura i diritti ai doveri e gli uni e gli altri alle ca- . ' pac1ta. Del resto la "democrazia" di questa categoria di unicisti, che si ricordano di essere "democratici" solo dopo avere eliminata dalla scuola "democratica" la moltitudine degli alunni piu poveri, ai quali destinano - concordi in ciò con noi - la scuola media di breve durata avente fine in se stessa, è troppo poco logica e a scartamento troppo ridotto perché noi non sentiamo la tentazione di sorriderne un poco. On est toujours le réactionnaire de quelqu' un: e noi, dopo essere stati chiamati "reazionari" dai sostenitori della scuola preparatoria unica, non possiamo non consolarcene, pensando che anche i sostenitori della scuola preparatoria unica sono reazionari per i sostenitori della scuola unica preparatoria e complementare insieme. I quali hanno almeno il merito di essere logici; e facendo consistere la "democrazia" nella uniformità, arrivano fino alle ultime conseguenze dell'unitarismo pedagogico, e non accettano nessuna divisione di nessun genere, e fanno del primo gradino della scuola media una continuazione indifferenziata della scuola elementare, buona come la scuola elementare per tutti gli alunni, avente fine in se stessa e preparatrice per ogni genere di studi ulteriori. In realtà, chi osservi attentamente il nucleo di sentimenti e di idee, che drappeggiandosi democraticamente dà origine alla teoria della scuola preparatoria unica, non può scorgervi altro se non il desiderio di negare ogni differenza fra professioni maggiori e professioni minori, fra carriere di concetto e carriere d'ordine, fra scuole di alta e scuole di media cultura. Ora questa negazione si può fare in due maniere: sia dichiarando necessaria alle professioni minori la stessa ardua ed elevata preparazione intellettuale, che si ammette indispensal;>ileper le professioni maggiori, e chiedendo perciò che la scuola preparatoria per le sezioni professionali dell'Istituto tecnico e scuole analoghe sia identica alla scuola preparatoria per le scuole universitarie; sia negando che le professioni maggiori abbiano bisogno di una piu elevata cultura preparatoria di quello che hanno oggi le professioni minori, e deprimendo la scuola di alta cultura al livello delle scuole piu modeste. Il primo sistema d'idee, che noi saremmo ben lieti di condividere, se lo credessimo giusto, si · fonda sul fatto che nella società moderna il commercio, l'agricoltura, l'industria, l'amministrazione richiedono anch'essi un 667 BibliotecaGino Bianco
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