Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media alle varie armi secondo la statura, indica a ciascuno la via che deve prendere; e destina, secondo che le singole facoltà si sono rivelate sveglie e dormienti, l'uno a sviluppare la facoltà dell'agrimensore, l'altro la facoltà dell'ingegnere, l'uno a coltivare la faccia tosta del commesso viaggiatore, l'altro a raffinare la chiacchiera dell'avvocato. Ora mettiamoci la mano sulla coscienza bandendo le fantasticherie di certa pedagogia troppo semplice per poter servire a qualcosa di serio: e domandiamoci: chi di noi si sente capace di consigliare un alunno, qualunque età egli abbia, a scegliere una via piuttosto che un'altra, col solo sussidio di queste disgraziate attitudini, che nella realtà sono come l'araba fenice: "che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa"? Le sole distinzioni sicure, che si possano fare in qualunque massa di alunni, non possono dipendere che o dalle condizioni economiche delle famiglie, oppure dalla maggiore o minore svegliatezza intellettuale di ciascuno. Le condizioni economiche familiari tendono a determinare la scelta fra le professioni minori e le maggiori, indipendentemente da qualunque pretesa attitudine speciale degli alunni: e sono chiare ed agiscono quando l'alunno ha dieci anni, come quando ne ha tredici. La facilità di assimilazione, la originalità di pensiero, la rapidità d'intuizione, tutto quell'insieme di qualità che noi chiamiamo svegliatezza, ingegno, si può classificare per gradi, non per qualità: cioè, noi possiamo ben dire di un giovinetto, sia che abbia dieci, sia che abbia quattordici anni, che egli è piu o meno intelligente, e perciò possiamo avviarlo con relativa sicurezza per una scuola piu o meno ardua; ma non possiamo dire, salvo che ci mettiamo a fare i ciarlatani, che egli rivela maggiore inclinazione per la ragioneria che per le matematiche superiori, maggiori attitudini a fare il commesso viaggiatore che l'avvocato, il maestro elementare che l'insegnante secondario. In siffatte condizioni, i problemi che l'ordinamento scolastico deve risolvere di fronte alla massa di alunni, che escono dalle scuole elementari e si avviano per le scuole medie di secondo grado, gli uni per fermarsi alla fine di esse, gli altri per proseguire nelle scuole universitarie, sono due: 1) far si'.che la scelta fra le scuole di media durata e di cultura piu modesta aventi fine in se stesse e le scuole di lunga durata e di cultura piu elevata avviatrici per gli studi universitari, avvenga non sotto la esclusiva influenza delle pressioni economiche, ma secondo il diverso grado di forza intellettuale dei vari gruppi; 2) evitare che la scelta sia irrevocabile, in qualunque momento essa avvenga: può, infatti, non di rado accadere che un alunno avviatosi per la scuola di alta cultura e di lunga durata veda ad un certo punto la opportunità di divergere verso le scuole di media cultura e di media durata, sia perché la sua famiglia abbia avuto un dissesto finanziario, sia perché egli non si senta piu la forza di subire la disciplina piu rigida della scuola piu elevata; e viceversa un alunno, che si sia messo per la scuola di media 665 BibliotecaGino Bianco

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