Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica se, con diversi programmi, diversi ruoli, diversi concorsi, ecc. ecc.! Una scuola unica per tutta l'Italia e per tutte le classi sociali, da manovrare tutta con una unica circolare. Sarebbe il paradiso dei burocratici: sarebbe in compenso l'inferno dei professori e degli alunni. Ma i burocratici vanno forse a scuola come professori o alunni, essi? Hanno bisogno di preoccuparsi dell'avvenire dei loro figli, essi che costituendo i poteri amministrativi centrali, hanno per i loro figli sempre pronte mille comode nicchie in tutti gli impieghi dello Stato? Hanno bisogno di pensare alla cultura nazionale essi, che devono pensare soprattutto a procurare rapidamente e facilmente ai ministri il mezzo per essere proclamati dai giornali ufficiosi grandi riformatori scolastici, ottenendo in compenso rimaneggiamenti di organici, promozioni, gettoni di presenza nelle commissioni, e gratificazioni per lavori straordinari? XI Esclusa - almeno a parole - la forma finora discussa di scuola unica, e riconosciuta la necessità di scuole speciali per quei giovinetti, che devono abbandonare gli studi sui 13 o 14 anni, ci si presenta una forma piu ristretta di scuola unica: la scuola unica preparatoria per tutti i rami superiori della scuola media: e professionali aventi fine in se stessi, e preparatori per gli studi universitari. Questa scuola preparatoria unica - si afferma dai suoi sostenitori - è resa necessaria dalla legge del 1904, la quale ha ridotto il corso elementare a quattro anni, e perciò manda alle scuole medie per mezzo dell'esame di maturità alunni assolutamente immaturi: occorre quindi adattare i primi anni della scuola media alle nuove condizioni create dalla legge sulla istruzione elementare; e la scuola preparatoria unica è il mezzo piu opportuno per colmare il dislivello fra la quarta elementare e il primo corso della scuola media. Questa teoria ha il merito di contrastare al semplicismo di quegli insegnanti, che colpiti dalla grave crisi prodotta nei primi corsi dei ginnasi e delle tecniche dalla riforma del 1904, si limitano a protestare contro l'esame di maturità e a chiedere che esso sia abolito e sostituito dall'esame di ammissione. Come non sono gli esami di maturità la causa della immaturità degli alunni, cos1 non possono gli esami di ammissione creare una maturità che non c'è; e se la scuola elementare, qual'è stata ordinata dalla riforma del 1904, non è capace di dare alle scuole medie alunrti ben preparati, non saranno certo i professori di scuole medie che per mezzo degli esami di ammissione ripareranno a questo male, salvo che non respingano tutti gli alunni immaturi, cioè salvo che non li respingano quasi tutti. Il rimedio al male non può consistere in una semplice riforma esterna di esami, ma nell'ordinare meglio il passaggio dalle scuole elementari alle medie. - Ora, anche dato e non concesso che la legge del 1904 sia intangibile e non possa essere modificata alla sua volta, essa che ha modificato le 662 BibliotecaGino Bianco

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