Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica Ne hanno sofferto e ingegneri e commessi di negozio, e piu questi che quelli. -... Altro argomento. Noi non abbiamo il diritto di imporre a un bambino appena decenne di scegliere una scuola di breve durata piuttosto che una scuola di media o di lunga durata: noi non possiamo dire a questo bambino: tu devi contentarti della scuola popolare; una scuola, che costringa il bambino a scegliere la professione fino dai dieci anni, è una scuola inumana; lasciamo che tutti i bambini restino insieme ancora fino ai 13 o 14 anni perché gli uni si fermeranno e gli altri continueranno. A chi ragiona in tal modo è facile domandare: a 13 o 14 anni perché gli uni si fermeranno e gli altri continueranno? Quella scelta che non volevate imporre a dieci anni perché la imponete dopo tre o quattro anni? Evidentemente la scelta è determinata dalle condizioni economiche delle famiglie; le famiglie che hanno esaurito ogni fondo di riserva e che hanno bisogno del lavoro rimunerativo dei figli, li ritireranno dalla scuola, le altre continueranno a salassarsi. Ora in almento novantanove casi su cento le famiglie non hanno nessun bisogno di aspettare che i loro bambini arrivino ai tredici anni per saper il loro destino. Nessun medico da che mondo è mondo ha mai mandato il figlio decenne alla scuola tecnica con l'idea di decidersi solo dopo tre anni se fermarlo dopo la licenza o farlo continuare negli studi e nessun operaio si è mai sognato di essere incerto se al proprio figlio decenne convenga mettersi al lavoro fra tre anni appure continuare a "fare il signore" fino ai 18, o magari fino ai 24 anm. Altro argomento. È iniquo imprigionare fino dai 10 anni un alunno di grande intelligenza, sol perché è povero, in una scuola che non sfogherà in scuole ulteriori, ed escluderlo cos1 da ogni possibilità di elevarsi intellettualmente e socialmente. E anche a questo argomento è facile rispondere che o l'alunno povero dimostra la sua grande intelligenza fino dai 10 anni, e fino dai 10 anni deve essere aiutato con esenzioni di tasse, con borse di studio, con tutti i sussidi possibili ad elevarsi intellettualmente e socialmente, e fino dai 10 anni deve essere messo nella scuola piu aé:l.attaa questo scopo; o la intelligenza singolare si rivelerà in lui fra i 10 e i 14 anni, mentre fa gli studi della scuola popolare, e questa stessa intelligenza singolare lo aiuterà a passare felicemente dalla scuola popolare alle scuole di tipo piu elevato. Dovrà certo superare delle notevoli difficoltà. Ma queste difficoltà è bene che esistano, affinché i giovinetti delle classi disagiate, che non abbiano una intelligenza superiore alla misura normale, non sieno incoraggiati a ingolfarsi leggermente in iscuole disadatte ai loro bisogni e alle loro forze: e questo nell'interesse loro come nell'interesse delr la società. Del resto, questo tipo di scuola unica è cos1 evidentemente mostruoso, che pochissimi lo difendono in Italia; e forse si potrebbe fare del tutto a meno di discuterlo. 660 BibliotecaGino Bianco

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