La riforma della scuola media X Le nostre proposte hanno due gravi difetti. Anzitutto non lasciano sperare una scomparsa immediata di tutti i nostri malanni scolastici. Eppoi non potrebbero essere realizzate senza un non indifferente aumento di spe-. sa. In Italia, invece, noi abbiamo molta fretta e pochi quattrini. Le nostre riforme devono essere sempre generali, immediate, lusingatrici, e gratuite. La riforma della scuola unica è appunto la piu incantevole del genere. La formula "scuola unica" può designare istituti assai diversi l'uno dall'altro; e allorché si discute di questo soggetto, occorre sempre definire nettamente di che specie di "scuola unica" si parla. C'è anzitutto una scuola unica piu comprensiva di tutte, la sola che avrebbe il diritto di essere chiamata "scuola unica," la quale dovrebbe tenere insieme per alcuni anni postelementari tutti gli alunni che entrano nelle scuole medie: siano quelli che dopo alcuni anni non continueranno piu. negli studi, siano quelli che proseguiranno per le sezioni professionali dell'istituto e scuole analoghe, siano quelli che continueranno anche nel secondo grado della scuola media a fare studi preparatod per le ulteriori scuole professionali universitarie. Questa scuola unica risulterebbe dal riunire insieme in un unico istituto le attuali scolaresche della scuola tecnica e del ginnasio inferiore. Con essa, cioè, verrebbe a mancare finanche quella grossolana e imperfetta differenziazione attuale, che avvia la maggioranza degli alunni piu modesti alle scuole tecniche, e la maggioranza degli alunni destinati agli studi universitari verso le scuole classiche, mentre il gruppo intermedi9 è distribuito purtroppo tutto a casaccio. Mentre il ginnasio e la scuola tecnica hanno sofferto finora appunto dalla confusione delle persone, la nuova scuola tecnica assommerebbe la confusione dell'uno con la confusione dell'altro, e renderebbe impossibile qualunque buona organizzazione di studi in qualunque grado della scuola. Questa scuola unica - si dice - è la scuola democratica per eccellenza: essa tratta allo stesso modo il ricco e il povero, il giovinetto destinato agli studi universitari e il prossimo futuro commesso di negozio, i quali stando insieme a scuola per alcuni anni diventeranno buoni amici e magari fratelli. Tutto sta a vedere se sia migliore democrazia quella che dà a tutti i piedi la stessa scarpa, o quella che dà ad ogni piede la scarpa che gli abbisogna, e magari una scarpa di ricambio. Non v'ha ineguaglianza peggiore che quella di volere trattare allo stesso modo individui che han bisogno di trattamento diverso. Facilissimo è mettere in uno stesso sacco i topi e i gatti, e tenerveli un· poco insieme, per farli diventare buoni amici e magari fratelli: difficile è assicurare che la prova darà buon risultato. In mezzo secolo noi non abbiamo fatto in Italia che questa pseudo-democrazia scolastica, mandando i commessi di negozio al ginnasio insieme agl'ingegneri e gl'ingegneri alla scuola tecnica insieme ai commessi di negozio. 659 · BibliotecaGino Bianco
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