La riforma della scuola media cui componenti non abbiano tutti un indizio omogeneo, non può essere che una nuova causa di disordine e di anarchia: ora quale corrente di idee pedagogiche deve prevalere nella scelta degli ispettori? E quali sono i limiti dei poteri dell'Ispettorato? Finora non sappiamo altro se non che la burocrazia vorrebbe per regolamento finanche vietargli di aver sede nel sacro edificio Minervino, in cui non sono degni di entrare se non i graffiacarte e i deputati. Motivo per cui non è difficile prevedere che quest'Ispettorato senza capo e senza coda, o non servirà ad altro che a moltiplicare il funzionamento burocratico fannullone e parassita, o se vorrà essere qualcosa di meglio, si troverà subito in lotta inconciliabile coi politicanti e i burocratici, e aumenterà la confusione minervina. E questa riforma che poteva essere il principio del riordinamento degli uffici centrali, non farà se non rendere ancora piu profonda la nostra sfiducia nell'azione tecnica e direttiva del nostro troppo famoso Ministero. E non è una vera e propria commedia cianciare di insegnamento di lingue e letterature moderne, da sostituirsi in parte e magari del tutto alle lingue e letterature classiche, finché non si fa nulla di serio per preparare i buoni insegnanti delle nuove materie? E nel cattivo funzionamento delle scuole medie quanta parte non ha l'imperfetto ordinamento delle nostre facoltà di lettere e di scienze, in cui i futuri insegnanti sono soffocati e abbrutiti per quattro anni dall'eccesso dei corsi e degli esami obbligatori; e questi corsi ed esami vertono quasi sempre su piccoli argomenti monografici, sparpagliati per tutta l'infinita estensione dello scibile, e divisi l'uno dall'altro da immense solitudini oscure ed inesplorate; e il giovane, che voglia seguire con coscienza tutti gli studi a cui è obbligato, si trova del tutto sequestrato dalla vita vissuta, si avvezza a considerare il mondo come tutto chiuso nelle varianti o negli alambicchi, e non è spinto mai a procurarsi una larga cultura personale estranea alle singole specialità erudite, e, salvo che non abbia ingegno tale da resistere a qualunque peggiore prova, da quell'affannoso e disordinato lavoro nei sotterranei dell'erudizione, esce intellettualmente deformato, con una mutilazione funesta di ogni migliore energia dello spirito, col pensiero qua turgido là vuoto, con la cultura qua pletorica là anemica, avendo perduto il senso della relatività e delle proporzioni, incapace a domandarsi che cosa la società attenda da lui e che cosa egli senta di poterle dare colla sua opera educativa, ignorante e incurioso di ciò che non tocchi i bisogni della sua speciale scienza, anzi di un solo frammento della sua speciale scienza, convinto di possedere il diritto di disprezzare tutti gli studi di tutti i colleghi vicini, ma pronto a bocciare senza pietà un alunno che ignori la piu miserabile particolarità della propria specialità erudita? E nel riformare le scuole medie, possiamo seriamente dimenticare le scuole universitarie, e il vecchio proverbio: piscis foetet a capite? A che cosa servirebbe avere scuole bene ordinate, se una legge sui limiti d'età non provvedesse a mettere a riposo gl'insegnanti che la decrepi657 · BibliotecaGino Bianco
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