Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica nare indietro, qualora la esperienza dimostri la necessità di modificare l'indirizzo del lavoro. Si potrebbe cominciare dal punto, su cui il consenso degli studiosi è quasi unanime e che ha maggiore interesse per le classi lavoratrici e per la piu minuta borghesia: disimpegnare, cioè, le scuole tecniche dagli alunni destinati all'istituto tecnico col creare per ogni istituto tecnico uno speciale corso preparatorio. ,Se noi concentrassimo tutte le nostre forze nella istituzione di questo nuovo corso preparatorio e nella moltiplicazione degli istituti tecnici con sole sezioni professionali, riorganizzando e moltiplicando nello stesso tempo le scuole tecniche o popolari superiori in relazione al fine preciso che resterebbe ad esse assegnato; e se ci occupassimo anche - com'è nostro dovere - della riforma delle scuole normali, che è la piu urgente di tutte, perché senza buoni maestri né il popolo avrà buone scuole elementari né le scuole medie avranno dalle scuole elementari alunni bene preparati, queste riforme basterebbero da sé sole a tenerci intensamente occupati per almeno quattro o cinque anni. E ne otterremmo subito un grande sollievo anche ai mali della scuola classica, la quale sarebbe sfollata in grazia dei provvedimenti suddetti da tutta la popolazione operaia e piccolo-borghese, che è in essa la piu dannosa e la piu danneggiata. E quando si provvedesse ad abolire nel liceo la opzione fra il greco e la matematica, e fosse meglio ordinato il passaggio dalla scuola elementare alla prima ginnasiale, il liceo-ginnasio darebbe certamente migliori frutti; e potremmo aspettare pazientemente, con disagi meno acuti di quelli d'oggi, che fosse finita la riforma delle scuole tecniche e degli istituti e delle scuole normali, e che fosse frattanto cresciuto il numero dei buoni insegnanti di lingue moderne, prima di dedicarci alla creazione ex-novo delle scuole moderne, e di condurre finalmente in porto la intera riforma. IX La quale, a somiglianza di qualunque altro rimaneggiamento si volesse-proporre nella struttura esterna delle scuole, si risolverebbe in un insuccesso colossale, se non fosse integrata, cioè preceduta o accompagnata, da tutto un insieme di provvedimenti senza i quali qualunque ordinamento scolastico funzionerà sempre alla malora, e coi quali lo stesso presente sistema scolastico produrrebbe migliori risultati. · È riqicolo, sovranamente ridicolo, vaneggiare di riforme scolastiche finché il Ministero della Istruzione sia quello che è: un organo disadatto a qualunque opera intelligente e onesta, non che di riforma, di amministrazione giornaliera. Abbiamo, è vero, ora l'Ispettorato, i cui componenti saranno scelti per concorso. Ma a parte la insufficienza numerica dell'ufficio centrale, la quale è in questo caso garanzia sicura di insufficienza tecnica, chi sa dire con quali criteri saranno giudicati i concorsi? Un Ispettorato, i 656 BibliotecaGino Bianco

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