Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media be una scuola ibrida, senza fini e caratteri determinati, che abbraccerebbe tutto e non conchiuderebbe nulla. Inoltre, non si deve dimenticare che i due gruppi di alunni si affacciano alla soglia della scuola con posizioni iniziali assai diverse. Il figlio del medico, dell'avvocato, dell'ingegnere, del grande proprietario ha quasi sempre intorno a sé nella famiglia un ambiente piuttosto ricco di cultura; parla o sente parlare o l'italiano o un dialetto assai italianizzato; è assistito nei suoi studi quasi sempre dalla mamma che è fornita di un notevole grado di istruzione; si trova spesso sottomano giornali e libri per bambini; va di tanto in tanto a teatro; ascolta conversazioni istruttive: viene, insomma, a scuola con un corredo di cognizioni e di attitudini, che rappresentano pel maestro un prezioso capitale d'impianto, e di cui la scuola farebbe assai male a non tener conto. Il figlio, invece, dell'artigiano, del bottegaio, del piccolo impiegato non trova nell'ambiente extrascolastico nessun aiuto all'opera della scuola: tutta la cultura gli viene dalla scuola: e salvo che non sia fornito di una di quelle intelligenze eccezionali, che superano vittoriose ogni difficoltà e colmano ad abbondanza ogni lacuna, non ha nessun interesse ad essere istruito in compagnia dei suoi coetanei socialmente privilegiati, come questi non hanno interesse a marciare di pari passo con lui. E una scuola comune o ritarderebbe il cammino dei piu rapidi, oppure lascerebbe perdersi e condannerebbe ad essere cattivi scolari moltissimi che in iscuole piu adatte alla loro intelligenza riescirebbero tutt'altro che male. E anche agli alunni, che chiedono alla scuola secondaria l'abilitazione alle professioni minori mediante un corso di studi, che non li tenga improduttivi al di là dei 18 o 19 anni, non può servire, subito dopo le elementari, la scuola di breve durata avente fine in se stessa, di cui han bisogno, invece, gli alunni della classe sociale piu modesta destinati ad abbandonare la scuola subito dopo i 13 o 14 anni. Anche ad essi, infatti, come agli alunni destinati agli studi universitari, è necessario dopo la scuola elementare un tirocinio educativo, che li addestri e li prepari agli studi specializzati e aventi fine in se stessi del secondo grado della scuola: e i metodi di una istruzione preparatoria a studi ulteriori sono inconciliabili coi metodi di una istruzione complementare indirizzata a fini pratici immediati. D'altra parte, essi non hanno interesse a fare studi in comune neanche con gli alunni della scuola di lunga durata e di alta cultura destinati all'università. Nel secondo grado della scuola media, infatti, questi ultimi continuano sempre a prepararsi per gli studi professionali universitari ulteriori, mentre gli altri aspettano appunto in questo ultimo stadio scolastico la istruzione professionale immediata. E nello stesso primo periodo della scuola media, in cui tanto agli uni quanto agli altri occorre una cultura intellettuale non diretta ad applicazioni immediate, ma avviatrice a studi ulteriori, la preparazione degli alunni delle scuole di media durata, dovendo fare assegnamento su un piu breve ciclo di studi e dovendo aprire l'adito a professioni piu modeste delle professioni universitarie, non può non 647 BibliotecaGino Bianco

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