Problemi di riforma scolastica Gli alunni, che a dieci anni escono dalla quarta elementare, e si presentano alle scuole medie, si possono dividere in tre gruppi fondamentali: 1. alunni di famiglie benestanti, che possono rimanere improduttivi fino ai 22 o 24 anni, e perciò sono destinati agli studi universitari: costoro frequentano oggi, quando possono, il Liceo-Ginnasio o la Sezione fisico-matematica dell'Istituto tecnico e la Scuola tecnica in quanto questa serve a preparare alla detta Sezione. 2. alunni del proletariato superiore e della piu minuta borghesia, ai quali le disagiate condizioni di famiglia vietante di rimanere a scuola oltre i 13 o 14 anni, e che si destinano ai piccoli uffid dell'industria, dell' agricoltura, del commercio, delle amministrazioni: essi formano oggi la grande maggioranza degli alunni delle scuole tecniche, e abbandonano gli studi dopo avere presa la licenza tecnica e spesso anche prima. 3. alunni appartenenti a una zona sociale intermedia fra le prime due: i quali, cioè, non possono rimanere a carico delle famiglie al di là dei 18 o 19 anni, e si destinano perciò a quelle che, senza ombra di disprezzo ma per la necessità d'intenderci, si vogliono chiamare carriere d'ordine o professioni minori, e frequentano a questo scopo le Sezioni professionali dell'Istituto tecnico, le Scuole medie di commercio, le Scuole normali maschile, le Scuole speciali d'agricoltura, ecc. e la Scuola tecnica in quanto prepara alle dette scuole medie di secondo grado professionali. Che i primi due gruppi di alunni abbiano bisogno di scuole postelementari assolutamente diverse, si può considerare come pacifico fra la grandissima maggioranza, e oseremmo dire la quasi unanimità, degli studiosi di cose scolastiche. Mentre, infatti, la scuola media, che deve servire agli alunni destinati agli studi universitari, non ha fine in se stessa, non fornisce nozioni di esplicabilità immediata, e prepara a scuole ulteriori mediante un insieme di studi logicamente e organicamente graduati in un ciclo di parecchi anni comprendente tutta l'adolescenza dell'alunno, - l'altra scuola, invece, deve in tre o quattro anni mettere la sua clientela in grado di guadagnarsi la vita, mediante una istruzione pratica, immediatamente remunerativa, piu elevata bensf di quella delle prime quattro elementari - le quali danno piu che l'istruzione, lo strumento di ogni istruzione -, ma incomparabilmente piu modesta di quella, per cui dev'essere fatta la scuola di alta cultura e di lunga durata. Riunendo in una sola scuola i due gruppi di alunni, o la educazione preparatoria a studì ulteriori, necessaria agli alunni piu ricchi, sarebbe sacrificata alla istruzione complementare richiesta dalla maggioranza piu povera: e verrebbe cosf resa impossibile ogni seria organizzazione della scuola piu elevata; - oppure le classi sociali piu influenti e destinate alle scuole del grado superiore riescirebbero a far trionfare le loro esigenze: e avremmo una scuola di educazione intellettuale raffinata, in cui la grande maggioranza degli alunni si troverebbe a disagio e impedirebbe ai compagni privilegiati ogni serietà di studi; - oppure si cercherebbe di risolvere il problema per via di transazione: e si avreb646 BibliotecaGino Bianco
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