Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media no nessuna eredità di raffinamento intellettuale. Ad essi non giunge la voce dell'antica civiltà. Essi han bisogno che la scuola, anzi che educarli alle finezze della cultura estetica, tempri nei loro spiriti ancora rudi il vigore della volontà, il senso pratico, la capacità di orientarsi senza ritardo nel labirinto della nostra vita. La cultura classica sarà buona per i figli dei figli, che disporranno di maggiori agi per attendere ai diletti di una cultura quasi assolutamente disinteressata e che avranno meno bisogno di aprirsi rapidamente da sé la loro strada. La tendenza spontanea di questo gruppo sociale sarebbe verso una scuola brutalmente utilitaria, la quale facesse de' loro figli nel piu breve tempo possibile altrettante piccole bestie feroci, laureate da ingegneri, da agricoltori, da commercianti, da medici, da avvocati, e non preoccupate che di accumulare la maggior quantità possibile di quattrini anche a costo di passare sui cadaveri di tutti i loro simili. A siffatti istinti egoistici ed anti-sociali, lo Stato, in rappresentanza degli altri gruppi sociali, che sarebbero danneggiati dalla loro vittoria, deve opporre le resistenze piu energiche. Ma questo non vuol dire che non si possa e non si debba fare qualche concessione ai nuovi bisogni, nei limiti in cui la concessione non contrasti col superiore interesse collettivo. E il terreno di conciliazione è stato trovato approfittando dell'altissimo valore educativo che contengono le scienze e le letterature moderne, purché sieno studiate anch'esse senza scopi immediatamente utilitari, e costruendo con l'aiuto di questi insegnamenti una scuola di alta cultura che abbia la stessa durata della scuola classica e gli stessi diritti per l'ammissione agli studi universitad, e, pur avendo sempre lo scopo ben netto di fornire agli alunni una disinteressata educazione intellettuale e morale, si trovi meno lontana che non sia la scuola classica dalle tendenze utilitarie dei nuovi gruppi condotti alla scuola dalla moderna evoluzione economica e sociale. Cosf la vecchia "disputa fra gli antichi e moderni," tema per tanto tempo a infinite e inconcludenti battaglie accademiche di ideologi, di letterati e di retori, non appena sono entrati in campo a far sentire il loro peso i bisogni reali della società che si trasformava, si è chiusa senza la vittoria né degli antichi, né dei moderni, ma con la convivenza pacifica della scuola degli antichi e della scuola dei moderni. IV Quando si riconosca il principio che le scuole medie preparatnc1 per gli studi universitari, comunque ordinate, classiche o moderne, devono compiere opera di rigida educazione e selezione intellettuale e morale, non si può non arrivare alla conseguenza logica che le dette scuole devono essere piu nettamente che sia possibile distinte dalle scuole aventi fini diversi, affinché la loro opera abbia la unità e la continuità necessaria. 645 BibliotecaGino Bianco

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==