Problemi di ,-if orma scolastica delicatissima di selezione e di classifiqzione sociale; si potrà giudicare che in scuole meglio o diversamente ordinate dalle nostre, sia lecito ottenere effetti educativi eguali e magari maggiori, senza discapito di vantaggi utilitari collaterali, che non sono certo da disdegnare. Ma qualunque scuola media abbia lo scopo di istruire ed educare i giovani delle classi dirigenti, se gli ordinatori di essa avranno tenuto nel debito conto l'interesse supremo della società, sarà sempre una scuola di rigida e severa cultura, a indirizzo nettamente educativo, e solo subordinatamente utilitaria. E a quest'interesse supremo della società si deve provvedere specialmente nei moderni Stati democratici. Perché nessuna democrazia potrebbe a lungo mantenersi, se, circoscrivendo e assottigliando i privilegi della nascita e della ricchezza, non si curasse di sostituire alla vecchia aristocrazia di diritto una nuova aristocrazia di fatto, aperta a tutti, non ereditaria, rinnovabile continuamente, ma sempre aristocrazia nel senso etimologico e buono della parola. E la funzione della scuola media - comunque ordinata - deve essere nelle società democratiche appunto questa di distinguere dalla folla, educare ed avviare ai primi uffici l'aristocrazia dell'ingegno: e questo non si può ottenere se non con scuole di rigida e disinteressata educazione intellettuale. Nelle società democratiche una cultura alta e disinteressata non è per le classi superiori un diritto: è un dovere: e una democrazia che non voglia degenerare nella brutalità piu abbietta e piu volgare, non deve consentire a nessun patto che le classi superiori sfuggano a questo loro dovere. II Cosf scrivendo, noi ci sentiamo fischiare le orecchie da molte parti, e ci sentiamo chiamare: retori, umanisti ritardatari, antidemocratici. Il vento soffia propizio all'utilitarismo cinico e imperioso. Sulle rovine di tutti i vecchi valori sociali distrutti, in questo periodo di transizione, "che non è · nero ancora e il bianco muore," si è eretta la tirannide plutocratica: la caccia al denaro, la ricchezza comunque raggiunta è divenuta per molti lo scopo supremo della vita, il criterio a cui è subordinata ogni attività dello spirito. E la scuola deve preparare alla vita: a questa specie di vita. Che cosa insegna essa? che utile reca? offre merce spicciola e corrente che si possa barattare subito contro buona moneta? Se si, avanti e meglio. Se no, essa non serve a nulla. Ora, noi siamo ben lontani dal negare la necessità di promuovere e favorire tutti gli sforzi che tendono ad accrescere la ricchezza del paese, e non disconosciamo le necessità della vita economica odierna: e vorremmo che lo Stato fondasse il maggior numero possibile di scuole veramente pratiche: industriali, commerciali, agrarie: primarie, medie, superiori; e deploriamo lo strabocchevole numero di ginnasi e licei istituiti a vanvera o per 642 BibliotecaGino Bianco
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