Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media gl'interessi, la suggestione dell'ambiente, il temperamento individuale, non sarà né un semplicista, né un intollerante, né un cieco; non crederà che il mondo non debba piu mutare o possa mutare a un tratto; saprà osservare, criticare, valutare i fatti con pensiero, se non assolutamente sereno, certo meno esclusivo e nebbioso di chi in vita non abbia studiato se non anatomiél e fisiologia e patologia per diventare buon medico. Una scuola, insomma, destinata a educare nell'adolescenza i futuri cittadini della classe dirigente, non deve tanto fornire ad essi gli strumenti per guadagnar quattrini - a questo provvederà a suo tempo l'università - quanto dare l'attitudine generica a seguire con profitto gli studi universitari - e in ciò è anch'essa indirettamente utilitaria - e specialmente imprimere nei suoi alunni certe abitudini intellettuali e morali, che non hanno nulla da vedere con l'arte di far quattrini, ma che la società ha tutto l'interesse di coltivare in chi è chiamato ad esercitare in essa una qualunque autorità. Se volessimo fare un paradosso, diremmo che la scuola media delle classi dirigenti deve insegnare, non ciò che è utile agli alunni, ma ciò che sarà utile alla società, anche se dovesse riuscire dannoso agli alunni. Ed è questa - si badi bene - quando si tratta di una scuola media preparatoria per gli studi universitari, la sola giustificazione legittima ed accettabile della scuola di Stato, e delle spese che tutte le classi di cittadini, comprese le piu umili e meno apparentemente interessate, sopportano per mantenerla, e delle maggiori che dovranno sopportare, se vorranno migliorarla. Perché se la gratuità della istruzione popolare e la semigratuità della istruzione media professionale si giustificano perfettamente col dovere che ha lo Stato di secondare l'elevamento delle classi inferiori; quale dovere avrebbe lo Stato di occuparsi delle scuole destinate alle classi superiori, contribuendo in larga misura al loro mantenimento, se esse dovessero servire ai soli alunni e non rappresentassero un utile anche per la intera società? Ben piu giusto sarebbe che ogni famiglia benestante badasse da sé e a proprie spese alla istruzione utilitaria dei suoi figli, e non aggravasse in questo campo gli oneri e le spese dello Stato, volgendo parassitariamente a proprio vantaggio il patrimonio finanziario comune. Concedendo la costruzione e l'esercizio di una linea tramviana a una società privata, il Comune impone alla società, in cambio della concessione utile alla società, certi obblighi e certe restrizioni utili alla cittadinanza: partecipazione agli utili, velocità massime, fermate obbligatorie, salari minimi, ecc. Non altrimenti, i funzionari tecnici delegati dalla universalità dei cittadini a rilasciare licenze per gli studi universitari in iscuole medie mantenute per buona parte a carico dello Stato, mentre da un lato classificano il giovane negli ordini superiori della società e gli aprono la via alle professioni piu elevate, dall'altro hanno il dovere di accertarsi nell'interesse comune che esso sia idoneo alle funzioni tecniche a cui aspira, e capace di tenere degnamente il suo posto nella classe sociale in cui viene collocato. Si potrà deplorare che le scuole attuali compiano assai male quest'opera 641 21 BibliotecaGino Bianco

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