La riforma della scuola media fizio delle osservazioni e delle iniziative personali, e dalla quale sia impedito di cadere nelle angustie intellettuali e morali degli specialisti precoci. Il giovane, che si avvia per le professioni superiori, troverà nelle scuole universitarie gli speciali insegnamenti professionali di cui abbisogna; e la scuola media non deve servire a rendere inutili le scuole universitarie, ma a preparare ai complessi e severi studi di queste gli alunni con una educazione dell'intelletto profondamente diversa per indirizzi e per metodi dall'istruzione professionale avente fine in se stessa. In una scuola di cultura preparatoria per gli studi superiori né il professore di fisica deve insegnare a fabbricare i campanelli elettrici, né il professore di scienze naturali a preparare i fichi secchi e le acciughe salate; ma è loro ufficio dare ai giovani l'esempio e l'abitudine della osservazione scrupolosa e del ragionamento rigido e cauto, che si ferma ad ogni passo a verificare se stesso, e metterli, non appena sia possibile, di fronte alle grandi leggi della natura fisica e organica ed alle ipotesi piu suggestive che la scienza abbia escogitate per integrare le lacune della ricerca sperimentale. Gli studi professionali e utilitari verranno dopo; e saranno tanto piu- facili e fruttiferi, quanto meglio la mente del giovane sarà stata avvezzata al metodo scientifico e alla visione elevata e sintetica dei fatti. Dopo otto anni di latino, l'alunno non saprà certo leggere nessun trattato tedesco di elettrotecnica o di ostetricia; e anche se vorrà come giurista consultare il Corpus juris nel testo originale, troverà grandi difficoltà per capire e orientarsi. Non importa. Anche se il profitto apparente è stato scarso, il pro.fitto latente è stato molto. Esercitandosi a lungo nel tradurre le idee latine in italiano - se aveva ingegno sufficiente, e se ha avuto maestri adatti - egli ha dovuto mettere in moto tutte le energie del suo spirito per afferrare il pensiero dell'autore classico: la memoria della grammatica e del vocabolario non bastava; il ragionamento ha dovuto dare il filo conduttore; l'immaginazione ha dovuto - come nella ricerca scienti.fica - supplire con ipotesi dove il ragionamento non arrivava; le conquiste sicure hanno servito come punti di partenza o strumenti di controllo per le conquiste congetturali; l'alunno nel porre a nudo il pensiero altrui ha imparato a rendersi conto del proprio; quando poi ha dovuto tradurre, tutte le finezze della lingua materna sono state chiamate in suo soccorso perché egli potesse ripetere con esattezza idee, le cui espressioni non coincidevano quasi mai con le sue native abitudini verbali; in questa lotta difficile, in cui gli è toccato spesso di soccombere, l'alunno ha rafforzate, ha raffinate, ha sveltite le sue facoltà critiche e il suo gusto letterario; si è avvezzato ad osservarsi, a pensare con metodo, ad esprimersi con chiarezza e precisione. Cosl'. addestrato e allenato, in pochi mesi di lavoro egli si metterà in grado - se ne avrà voglia - di leggere i trattati scientifici tedeschi; e le difficoltà del Corpus juris saranno appunto l'effetto bene.fico dei severi studi liceali. Se egli avesse studiato il latino alla carlona con minore consumo di tempo e di fatica, occupandosi in compenso con studi apparentemente piu utili e piu pratici, oggi le difficoltà del Cor639 BibliotecaGino Bianco
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