Problemi di riforma scolastica della riforma della scuola - che oggi battezzano ironicamente un'accademia - dovranno finire col riconoscere la bontà delle nostre idee. E saranno dei nostri. Fra coloro poi che sostengono concordi la necessità di riformare la scuola media, vi sarà certo un dibattito molto accentuato sopra un punto vitale della riforma: la cosf detta "scuola unica," una specie di corso ibrido che, dovendo servire a tutti finirebbe in realtà col non giovare a nessuno. Contro lC1scuola unica Il mio collaboratore Alfredo Galletti, Lombardo-Radice ed io siamo avversarii giurati della scuola unica. Dato il carattere complesso della vita e della società moderne, ci sembra necessario scindere, e non raggruppare le varie correnti di scolari che popolano i nostri licei-ginnasii e le nostre scuole tecniche. Il liceo-ginnasio attuale, a tipo classico, quello cioè che dovrebbe rappresentare la fucina maggiore degli spiriti e delle intelligenze della nazione, la fucina preparatoria dell"' alta cultura," è oggi ingombrata da una quantità di gente che mira soltanto alla licenza per conquistare con quella un impiego. Cosf, la scuola tecnica, è frequentata da tre diverse categorie di scolari: quelli che vi cercano un'istruzione pratica, semplice, "popolare," qualcosa insomma di piu dell'istruzione elementare; quelli che intendono proseguire verso l'istituto tecnico e acquistare, oltre ad alcune nozioni scientifiche, indispensabili per tante carriere anche modeste, il diploma d'istituto tecnico, che costituirà le colonne d'Ercole della loro cultura; e infine quelli che intendono entrare nelle facoltà universitarie éli scienze. Come ognun vede, la scuola tecnica raggruppa, oggi, tre folle di studenti profondamente diverse l'una dall'altra. Essa deve quindi assumere, per forza, tre caratteri lontani ed opposti: quello di scuola popolare complementare, quello di scuola professionale, quello di scuola preparatoria all'Università. Perciò, non riuscendo bene a nessuna di queste missioni, la scuola tecnica è destinata a scomparire. Quello che serve per il futuro commesso di negozio non può esser lo stesso che servirà al ragioniere, all'ingegnere, allo scienziato. Bisogna che in Italia ci decidiamo a creare un tipo di "scuola popolare," qualcosa che sia tra la "volkschule" germanica e la scuola complementare francese. Questa gioverebbe davvero alle classi povere, mentre libererebbe i corsi tecnici piu elevati, dove maggiore sarebbe l'apprendimento scientifico. D'altra parte, i difensori dell'alta cultura, desiderano migliorare la scuola classica. I mezzi per avvantaggiare la scuola classica, bisogna cercarli, io credo, all'infuori di essa. Occorre sfollarla di tutti gli elementi che la inceppano e che le domandano ciò che essa non è destinata a dare. 636 BibliotecaGino Bianco
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