Problemi di riforma scolastica segnanti, le proposte di punizioni ecc.; e ogni Comitato dovrebbe intervenire con rappresentanti - uno per ogni ordine di scuole - a quelle adunanze del Comitato superiore, in cui si discutessero riforme legislative o regolamentari. A far parte dei Comitati regionali dovrebbero potere aspirare per concorso quei soli capi d'istituto che avessero almeno cinque anni di ufficio ininterrotto in quell'ordine di scuole a cui dovrebbero essere preposti. Per il Comitato centrale noi vorremmo una maggiore larghezza di scelta, in modo che alla sua prima istituzione potesse essere formato con quelle persone che il Ministro, autore della riforma, credesse piu adatte all'ufficio11;e in seguito potesse completarsi per cooperazione via via che vi si determinassero delle vacanze. Dopo dieci anni di permanenza nell'ufficio di Commissario centrale o regionale, noi vorremmo che ogni commissario uscisse di carica e passasse ad occupare il posto di preside in un istituto di grande città. Cos1 si eviterebbe il pericolo di dar vita dopo un certo numero di anni a una nuova burocrazia stabile, straniatasi per la troppo lunga lontananza della vita vera della scuola; e la dignità dei capi degl'istituti verrebbe con grande vantaggio degli studi rialzata assai.12 In tutto questo nuovo sistema amministrativo noi non riserviamo in via normale al Ministro altro ufficio se non quello di sorvegliare i funzionari competenti, perché applichino con intelligenza e fedeltà le leggi fatte dal Parlamento, e promuovere quei provvedimenti legislativi che la pratica dell'amministrazione giornaliera rivela necessart Ben sappiamo che, scrivendo queste parole, andiamo a battere contro i pregiudiz1, non sempre disinteressati, dei nostri dottrinari e politicanti, secondo i quali come il Parlamento è la quintessenza della nazione, cosf il Ministro è la quintessenza del Parlamento, cioè la quintessenza della quintessenza della nazione: il Ministro non è un uomo come tutti gli altri, che può essere un genio o un somaro, un galantuomo e un... altro: il Ministro è la 11 Non ci mancherà certo l'accusa di strana contraddizione, perché proponiamo si attribuisca al ministro la facoltà di nominare a modo suo, sia pure per una volta sola, i piu alti funzionari del Ministero, noi che combattiamo in tutti i modi il dottrinarismo costituzionale di chi vuole onnipotente il ministro. Ma in questo caso bisogna notare che un concorso non è possibile, perché non si saprebbe in che modo comporre la commissione esaminatrice; e quand'anche il concorso fosse possibile, esso dovrebbe essere giudicato con criteri specialissimi, badando piu che. al merito assoluto dei singoli concorrenti, alla capacità che avrebbe ciascuno di stare bene insieme agli altri e di compiere opera organica cogli altri; un Collegio formato di uomini che fossero magari tutti di genio, ma che non andassero d'accordo fra loro, sarebbe incapace di qualunque serio lavoro. D'altra parte non bisogna dimenticare che quel ministro, il quale riescisse a condurre in porto una grande legge di riforma scolastica, non sarebbe certo un politicante qualunque: dovrebbe avere vinto enormi difficoltà prima di far trionfare le sue idee, e la sua vittoria sarebbe la prova della su.1 superk.re capacità intellettuale, della sua energia mor~le, del suo senno poli.tico; saremmo ben lontani dai piccoli imbroglioncelli incompetenti, buoni solo a far piccole porcherie di nascosto; e nessun pericolo ci sarebbe ad affidare in via eccezionale a un uomo eccezionale la facoltà di creare ex novo in piena libertà l'organo esecutore della riforma da lui ideata, con quei suoi consiglieri e collaboratori e amici, che egli conosce a fondo, e che hanno con lui preparata la riforma, e lo hanno aiutato a trionfare delle difficoltà, e sono convinti della sua fede, e sono gli uomini meglio indicati pel lavoro di attuazione delle sue idee. Situata, con la creazione del Comitato centrale, la prima pietra del nuovo edificio, il resto verrebbe da sé a poco a poco. 12 I Comitati dovrebbero rinnovarsi gradatamente di anno in anno; e l'opera di rinnovazione dovrebbe cominciare non appena trascorso il decimo anno della loro prima istituzione. 630 BibliotecaGino Bianco
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