La riforma della scuola media F) Esaminare i libri di testo e vietare con giudizio motivato e da pubblicarsi l'uso di quelli che fossero giudicati disadatti all'educazione morale e intellettuale degli alunni; .. G) Redigere alla fine d'ogni anno scolastico, sulle relazioni dei Comitati regionali, una relazione generale sull'andamento disciplinare, didattico e igienico delle scuole medie, da essere comunicata al Parlamento contemporaneamente al bilancio di prev1s10ne. Dal Comitato centrale per la istruzione media dovrebbero dipendere i funzionari dell1amministrazione centrale, distinti in due ruoli: l'uno degli impiegati addetti al disbrigo delle pratiche tecniche giornaliere, scelti per concorso fra coloro che avessero insegnato almeno per cinque anni nelle scuole di cui dovrebbero occuparsi dal Ministro; e l'altra dei veri e propri impiegati di ragioneria, incaricati di presiedere alla parte finanziaria dell'azienda. Tutto il lavoro direttivo, poi, che è necessario a seguire e secondare l'andamento generale della scuola durante l'anno (congedi, supplenze, inchieste, incarichi, classi aggiunte, invio di consiglieri didattici, assistenza agli esami di licenza in compagnia dei professori universitari, ecc.) e il disbrigo di tutti gli affari che hanno interesse locale (istituzione di nuove scuole governative, trasformazione di vecchie scuole, restaurazione di edifizi scolastici, permessi di aperture di scuole private, ecc.), noi vorremmo fossero abbandonati con decentramento larghissimo a cinque Comitati regionali, form:lti ciascuno di nove commissar1, tre pe.r ciascun ordine di scuole, e assistiti nelle deliberazioni piu importanti da un Consiglio regionale, formato di tre capi d'istituto e tre professori eletti ogni tre anni dai capi d'istituto e dai professori della regione, due professori universitari di lettere e due di scienze designati dalle Facoltà della regione, e un impiegato della Intendenza di Finanza nominato dal Comitato superiore. Questi Comitati e Consigli, prendendo il posto ·degli attuali provveditori, che è bene sieno definitivamente addetti alla direzione provinciale della sola istruzione primaria, dovrebbero essere una specie di corpo intermediario fra l'amministrazione centrale e i singoli istituti, liberando la prima dalla caterva dei piccoli affari che le si accumulano addosso senza che essa, lontana dai luoghi, abbia modo di deliberare con piena cognizione di causa, e assicurando alle scuole un disbrigo sollecito di molte pratiche, le quali oggi restano arenate con grave danno di tutti sui tavolihi dei funzionari centrali. 10 I Comitati regionali dovrebbero inviare al Comitato centrale una relazione annuale sullo stato e sui bisogni delle scuole della loro giurisdiziéme, e i pareri sulle domande di trasferimento o di promozione degl'in10 Questa proposta ha un autorevole precedente nel progetto di legge presentato dal Villari alla Camera il 2 dicembre 1892, col quale per sopraintendere all'istruzione secondaria erano istituiti dieci provveditorati regionali, composti ciascuno di tre provveditori, e assistiti da un Consiglio scolastico. SAREDO, Vicende dell'Istruzione, pp. 29 sgg. 629 BibliotecaGino Bianco
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