Problemi di riforma scolastica tre membri ordinari," e poteva "anche non eccitato dal Ministro, proporgli i provvedimenti opportuni- al progresso degli studi." Il Consiglio superiore, che doveva badare a tutta la istruzione, aveva alla sua dipendenza per le scuole medie una "Commissione permanente per le scuole secondarie," formata di sette professori universitart, la quale giudicava nei procedimenti disciplinari contro gli insegnanti, concedeva l'apertura di scuole private, deliberava sui congedi temporanei e sulle supplenze, proponeva al Ministro le nomine, le promozioni, le onorificenze, portava innanzi al Consiglio superiore le sospensioni e le destituzioni, proponeva al Consiglio superiore la chiusura delle scuole in caso di disordini gravi.' Era una vera e propria autarchia amministrativa, da cui erano del tutto esclusi i ragionieri e i graffiacarte, che oggi invece dominano nella Minerva, e al Ministro non era riservato che un diritto di sorveglianza e di veto. - La stessa legge Casati6 pur commettendo il gravissimo errore d'istituire la volontà personale del Ministro quale unica fonte d'ogni atto amministrativo e di ridurre tutti gli organi dell'amministrazione centrale e provinciale a semplici consultori del Ministro - con che aprf legalmente il varco alla corruzione parlamentare e all'anarchia amministrativa, che oggi ci delizia -; pur commettendo l'altro errore di distribuire l'ufficio di "consigliare" il Ministro nelle cose dell'istruzione media fra tre organi diversi: il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, la Giunta del Consiglio Superiore e i cinque Ispettori, dei quali il Consiglio e la Giunta erano aggravati anche da tutti gli affari riguardanti l'istruzione universitaria e primaria, e gli Ispettori erano specialmente addetti al servizio delle ispezioni viaggianti - con che la direzione suprema si rendeva inorganica e incoordinata -; subordinò sempre a questi supremi organi direttivi sia pure attraverso la persona del Ministro da essi consigliato l'opera dei ragiomen e dei graffiacarte; e fece del tutto senza ài quel direttore generale della istruzione media, che la burocrazia invoca a gran voce e che dovrebbe, secondo essa, rendere inutile ogni corpo tecnico permanente céntrale, ed essere lui il gran Visnu dalle infinite teste, il Briareo dalle cento braccia, la Diana efesia dalle mille mammelle, capace di saper tutto, diriger tutto, provvedere a tutto, decider tutto. Il Ministro Berti, nel 1866, proponeva che tutte le funzioni direttive fossero concentrate per le scuole classiche in un "Consiglio per le scuole secondarie," e per le scuole è istituti tecnici in un "Comitato per promuovere l'insegnamento tecnico," entrambi di cinque consiglieri. Ed ecco come era determinata l'autorità del Consiglio per le scuole secondarie: I consiglieri sono nominati per decreto regio a vita; e non sono revocabili che per decreto deliberato in Consiglio dei Ministri. Godono dei titoli e del grado che 5 L. A. DI LAMPORO, La riforma degli studi in Italia, Torino, Loescher, 1888, pp. 40 sgg. 6 Nella legge Casati il titolo I si occupa dell'amministrazione della Pubblica Istruzione, che suddivide in centrale e locale (artt. 1-46). [N.d.C.] 626 BibliotecaGino Bianco
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