Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media nuto della propria cultura, egli sente come rattrappirsi a poco a poco e accartocciarsi il suo pensiero; assiste al lento disfacimento della sua anima sotto la ruggine della noia e delle abitudini materiali; e non ha che una preoccupazione sola: quella di uscire al piu presto da quell'aria che gli mozza il respiro; e insiste presso il Ministero per essere senza ritardo traslocato; e ricorre al deputato o all'elettore influente del deputato per ottenere l'intento; e lotta fino che può e come può; e se per troppi anni la fortuna non lo aiuta, alla fine non reagisce piu contro l'aridità che lo conquista; si piega, si adatta, rinunzia alla speranza, abbandona ogni illusione: non è piu un maestro; non è piu che un mestierante miserabile. 55 Cosf le scuole di queste città disgraziate, che sono e debbono essere la maggioranza, sono destinate ad avere o maestri fissi, che per deficienza o di cultura o di attitudini didattiche o di carattere e di volontà, non sarebbero degni di sedi migliori; oppure giovani che incominciano la loro carriera, non di rado dotti e idonei, ma che succedendosi di anno in anno non prendono affetto alla scuola di cui non vedranno il frutto, e badano piu che ad insegnare ad escogitare ingegnosamente il modo di fuggire. Ora è certamente difficile trovare una sede opportuna per insegnanti cattivi o presunti tali: si può dire soltanto che ogni piu severo scrutinio nell'ammissione è giustificato appunto da questa grave difficoltà del liberarsi in seguito dai meno idonei e dai meno degni. Ma in ogni piu favorevole ipotesi, insegnanti poco buoni vi saranno sempre; e poiché liberarsene non sarà facile, occorrerà almeno provvedere che non vi sieno scuole destinate in perpetuo a rifugio di peccatori, e ricordare che non di peccatori ma addirittura di santi hanno bisogno quelle regioni e quei paesi dove una scuola secondaria è, come dicevamo, focolare unico di educazione e di cultura. E quest'intento non si può ottenere se non col procurare che quelle città, il cui nome suona punizione per gl'insegnanti, diventino sedi ambite e invidiate, assegnando speciali indennità di residenza a chi è chiamato a darvi maggior prova di attitudine didattica, di coscienziosità e di abnegazione, e dando agli insegnanti i mezzi per non intristire col tempo, e non solo aumentare senza interruzione la loro cultura, ma anche contribuire, quando ne abbiano l'attitudine, all'incremento della scienza. Avere insegnanti ben preparati, accuratamente scelti, sufficientemente retribuiti, ricchi di mezzi di studio, non frastornati nel loro lavoro dall'anarchia amministrativa, severamente puniti quando vengano meno al loro dovere ma onestamente difesi contro ogni sopraffazione e ingiustizia, ecco in che cosa consiste la riforma dei metodi didattici; e non nelle circolari che non costano nulla. ss Questo processo ineluttabile di degenerazione intellettuale e morale, che avviene negl'insegnanti costretti a vivere a lungo nelle piccole città di provincia, è stato descritto con osservazione penetrante della dolorosa realtà, con umorismo squisito che cela una tristezza profonda, con forma artistica molte volte perfetta, da MASSIMO BONTEMPELLI nelle novelle del recente bellissimo volume Socrate moderno. 621" BibliotecaGino Bianco

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