Problemi di riforma scolastica consumare la colazione che si porterebbero da casa la mattina, la divisione delle lezioni in due periodi non presenterebbe inconveniente di sorta. Nelle città e cittaduzze di provincia in cui la scuola media rappresenta il focolare unico della cultura, l'edificio scolastico dovrebbe essere il centro di ritrovo dei professori e degli alunni nelle ore libere, qualcosa di intermedio fra il circolo di trattenimento e il dopo scuola; e in esso non dovrebbe mancar mai né una sala di lettura aperta al pubblico, in cui i genitori fossero invogliati a trovarsi a contatto coi professori, né un teatrino per rappresentazioni drammatiche, di cui gli alunni dovessero liberamente disporre come di cosa propria; come dovrebbero avere il libero uso anche della palestra ginnastica. E maggiori mezzi finanziari si dovrebbero dare agli istituti, perché potessero procurarsi in misura sufficiente la suppellettile scientifica e letteraria. La geografia non sarà mai insegnata bene, finché le carte murali non esisteranno o risaliranno all'età della pietra. È ridicolo parlare d'insegnamento oggettivo nelle scienze fisiche e naturali, quando i gabinetti sono mal dotati o inefficienti. Invece di vaneggiar tanto dietro alla storia dell'arte da affidarsi a insegnanti specialisti, bisognerebbe dotare le scuole con collezioni di fotografie artistiche e di album perché i maestri volenterosi avessero modo di dare occasionalmente utili nozioni di storia dell'arte. Nelle grandi città, nei centri universitari, scolari e professori trovano nelle b:blioteche pubbliche, nei musei, nei circoli di lettura, nelle conferenze, nei teatri, ciò che occorre per imparare e per lavorare. Ma nelle povere città di provincia, povere di mezzi e di nozioni intellettuali, deve la scuola fornire nei limiti ragionevoli tutti quegli elementi di cultura e di scienza che si trovano nelle grandi città fuori della scuola. Proprio il rovescio di quello che per solito abbiamo attualmente. Poiché, pure essendo tutte le nostre scuole attuali assai scarse di libri e di materiale scientifico, accade talvolta che ne sieno mediocremente fornite quelle vicine ad altri istituti letterari e scientifici; ma accade sempre che manchi tutto in quelle disgraziate scuole che o il bisogno o il capriccio ha fatto istituire in sedi, dove neppure la scuola elementare prepara alla scuola media alunni adatti. Cos1 gli alunni non trovano fuori della scuola nessun mezzo per coltivarsi, e la scuola è come una ruota arrugginita che gira sempre a vuoto. E peggio ancora si trovano i professori. Che cosa infatti, si può pretendere da un giovane, chè si trovi sbalzato a un tratto in una di queste piccole città dalla vita gretta e provinciale, assai lontano dai luoghi dove ha sentito pulsare intorno a sé e dentro di sé le correnti piu fervide del pensiero, e dove ha lasciato consuetudini affettuose e dotte amicizie; e si trova senza libri, senza riviste, senza mezzi di studio, sentendo pesare su di sé come cappa di piombo la sorda ostilità delle famiglie, assai meno colte e raffinate di quelle delle grandi città, per poco che egli sia sorretto della fede giovanile prenda a esercitare con rigida giustizia il suo ufficio? Messo nella impossibilità di rielaborare, arricchire, trasformare il conte620 BibliotecaGino Bianco
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