Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media nuove e... ragionevoli, è che nei mesi autunnali le famiglie amano frescheggiare in campagna e hanno bisogno dei loro figli per sorvegliare le raccolte agricole. Ma, anzitutto, è necessario che le famiglie si decidano o a fare studiare i figli in luglio e in agosto se vogliono frescheggiare in autunno, o a farli studiare in autunno se vogliono che riposino nei mesi del gran caldo. D'altra parte, quante sono le famiglie che possono godersi la campagna autunnale e che abbiano notevoli interessi agricoli a cui badare con l'aiuto dei figli? È giusto sacrificare a una minoranza, che ha tanti privilegi sociali, gl'interessi della enorme maggioranza? Si faccia, come con risultati assai interessanti fu fatto in Francia alcuni anni fa, un referendum fra i padri di famiglia sulla riduzione delle vacanze e sulla riforma dell'anno scolastico; e noi non abbiamo nessun dubbio che la nostra proposta non venga con schiacciante maggioranza accettata. XI Finalmente è necessario ricordarsi che un edifizio qualsivoglia piu o meno riparato dal vento e dalla pioggia, come sono quasi tutte le molte scuole, non è una scuola. L'edifizio scolastico è, vorremmo dire, esso stesso un potente mezzo di educazione; ed è ridicolo buffoneggiare colle riforme dei programmi, dei metodi, degli orad quando in umili stamberghe, senza luce e senza aria, si pretende educare quella tal mens sana in corpore sano, che in ogni solennità piu o meno ufficiale è decantata come fine nobilissimo della scuola. E non solo occorrono aule per le lezioni igienicamente ed esteticamente buone, ma occorrono buone sale di trattenimento e di ricevimento per maestri e discepoli, stanze d'ufficio per il capo dell'Istituto e per la Segretaria, sale per i gabinetti e per la biblioteca, palestra ginnastica, giardino e campo di giochi. Non sarà mai possibile frapporre dieci minuti di esercizio fisico e di riposo mentale fra una lezione e l'altra, come vogliono gl'igienisti, finché le aule scolastiche non sieno disposte in modo che gli alunni possano facilmente uscire da esse, muoversi un poco in ambienti bene arieggiati e ben riparati, e poi rientrare. Non sarà mai possibile una seria organizzazione dell'educazione fisica, finché mancheranno le palestre coperte per i giorni cattivi e le scoperte per i buoni. La divisione dell'orario fra la mattina e il pomeriggio, indispepsabile per non aggravare gli scolari con quattro o cinque ere di seguito di lavoro, sarà sempre causa di stanchezza e di disordine, fino a quando questi dovranno andare in fretta a in furia per la colazione da scuola a casa e da casa a scuola, stancandosi fisicamente, sciupando in corse poco igieniche un tempo prezioso e disturbando assai le famiglie: in queste condizioni l'aumento di orario settimanale, che noi proponiamo per le classi inferiori, sarebbe intollerabile. Quando, invece, l'edifizio scolastico avesse sempre una sala adatta, in cui gli alunni potessero 619 BibliotecaGino Bianco

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