La riforma della scuola media Il sistema delle classi aggiunte è sfruttamento e depressione delle migliori qualità dell'insegnante, è impossibilità ai capi di dirigere gli istituti, è canzonatura ai padri paganti tasse e libri: una viltà, un inganno, una frode da parte dell'amministrazione agli amministrati: è una tirannide camorristica che la degenerata scuola di Stato impone a tutti. 48 Il malanno da risanare, dunque, è duplice; sovraccanco di lavoro nei professori, sovraccarico di classi negli istituti. Per quanto riguarda i professori, è necessario stabilire un orario mmimo (quindid ore settimanali) nei limiti del quale tutti dovrebbero essere tenuti a far lezione con lo stipendio normale, e un orario massimo (sette ore settimanali oltre le quindici obbligatorie), che non si dovrebbe mai in nessun caso superare e che dovrebbe essere compensato in proporzione delle ore oltrepassanti le quindici obbligatorie. 49 Quanto agl'istituti, non è necessario né possibile che le classi aggiunte sieno evitate sempre ed ovunque: una Scuola popolare inferiore di quattro classi può bene in via normale senza inconveniente di sorta avere triplicate le prime due classi e duplicate le due ultime; una Scuola di alta o di media cultura completa può senza danno avere anch'essa qualche parallela nei primi anni; una scuola incompleta può avere un numero anche maggiore di classi aggiunte senza che il preside sia messo nella impossibilità di esercitar bene il suo ufficio. D'altra parte, la popolazione scolastica non cresce contemporaneamente da un anno all'altro in tutte le classi: gli aumenti in generale cominciano a manifestarsi nella prima classe, e poi si propagano di anno in anno sino all'ultima; e non si possono costituire nuovi istituti con una sola classe; e in via provvisoria è indispensabile lasciare che il nuovo rampollo cresca abbastanza sul vecchio tronco prima di staccarlo e trapiantarlo altrove. Quel che importa è che il provvisorio non diventi definitivo; quel che importa è che non appena il numero minimo di classi necessarie a costituire un istituto anche incompleto si sia stabilmente costituito, subito queste classi acquistino piena autonomia e formino un nuovo istituto. Dev'essere cura di un'amministrazione meno imbecille di quelle che abbiamo avuto noi finora, di tener dietro con attenzione alle statistiche scolastiche, invece di pubblicarle con due o tre ~nni di ritardo senza nemmeno leggerle, prevedere dal movimento degli anni passati quello dell'anno successivo; e tenersi pronta a fronteggiare senza ritardo con nuovi edifizi scolastici e con gl'insegnanti necessari le crescenti richieste della popolazione. Naturalmente, non sarebbe lecito ridurre da 28 a 22 ore il limitè massimo delle lezioni settimanali e privare cosi gl'insegnanti dei proventi delle classi aggiunte, senza elevare gli stipendi normali, portandoli allo 48 LOMBARDO-RADICE, A chi vuol sentire, nei "Nuovi Doveri," I, pp. 277-8. 49 Quando gl'insegnamenti non fossero distribuiti a bocconcini fra insegnanti specialisti, ma raggruppati secondo le affinità didattiche, il problema delle classi aggiunte si risolverebbe senza difficoltà. Nel sistema scolastico da noi proposto a quasi tutti gl'insegnanti toccherebbero le quindici ore settimanali obbligatorie, nessuno supererebbe le ventidue. 615 · BibliotecaGino Bianco
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