Problemi di riforma scolastica illusorio il guadagno reale. Gl'insegnanti sono davvero persone poco fortunate. Nel 1902 dimostrarono che i loro stipendi annui erano inferiori in media di circa 1400 lire a quelli degli altri funzionari dello Stato aventi analoghi titoli di ammissione, e chiesero che si ponesse fine a questa rivoltante ingiustizia. Nel 1906 hanno ottenuto lo scopo. Ma frattanto l'antico equilibrio dei prezzi bruscamente si è mutato. Il governo, convinto della necessità di proporzionare gli stipendi degl'impiegati alle nuove condizioni della vita aumenta gli stipendi a tutti, meno che agl'insegnanti, i quali hanno avuto la disgrazia di essere stati da poco allietati da una legge speciale. E cos1 questi vedono rinascere la sperequazione antica non appena credevano di averla sanata, ed hanno il piacere di dover riconoscere ancora una volta che quegli stipendi, i quali si giudicano insufficienti per gli altri funzionari dello Stato, debbono essere sufficienti 1 1 42 • so amente per oro. Ma i professori, si dice, aggiungono allo stipendio nominale le retribuzioni, spesso vistosissime, delle classi aggiunte. Le classi aggiunte! Ecco il cancro pestilenziale della nostra scuola! Prima che fosse approvata la legge sullo stato economico, s'intendeva per perequazione del lavoro l'obbligo imposto a quegl'insegnanti, la cui materia avesse uno scarso orario settimanale normale, d'insegnare senza compenso supplementare fino alla concorrenza di un determinato numero di ore, sia la propria materia, sia materie affini nelle classi aggiunte dello stesso istituto, o nelle classi ordinarie o aggiunte d'altri istituti. Nessuno si sarebbe mai sognato che a un certo punto per perequazione del lavoro si sarebbe inteso il diritto di tutti gli insegnanti ad abbrutirsi disputandosi, al di là dell'orario obbligatorio, la maggior quantità possibile di classi aggiunte fino al limite di 28 ore. Queste 28 ore s'intendevano come un limite che il ministero potesse raggiungere solo in alcuni casi straordinari e in via provvisoria, non come un limite che dovesse raggiungere per tutti gl'insegnanti. Orario normale doveva essere l'orario obbligatorio, nei limiti del quale si ·chiedeva perequazione e aumento di stipendio per tutti. Con l'applicazione della legge sullo stato economico le posizioni si sono del tutto rovesciate. Le 28 ore settimanali sono divenute un diritto per tutti i professori. E chi ha 15 ore obbligatorie e non può ridurle a 14 (14 X 2 = 28), chiede che il limite massimo sia portato a 30 ore (15 X 2 = 30). ·E altri vuole il limite massimo di 32 ore. E di questo passo nessuno sa piu dove si potrà arrivare. Il sistema delle classi aggiunte è stato condotto, poi, fino alle ultime conseguenze dalla circostanza che l'esame di maturità, ingombrando improvvisamente nel 1905-1906 la prima classe delle Tecniche e dei Ginnasi con ben settemila alunni soprannumerari e aggravando in proporzione 42 Si veda a questo proposito la breve e succosissima memoria del CrFARELtr, I professori delle scuole medie e gli altri impiegati dello Stato, Perugia, tip. Benucci e C., 1908, pubblicata dal Consiglio della Federazione nazionale. 612 BibliotecaGino Bianco
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