La riforma della scuola media medie, i candidati migliori; - e mettono perciò tutto l'impegno nell'applicare la legge sullo stato giuridico piu balordamente e piu disordinatamente che sia possibile, nella speranza di ottenerne l'abrogazione o almeno la decadenza. E quei professori, che nell'arraffa arraffa generale di un tempo qualche cosa riescivano sempre ad afferrare, urtandosi ora contro il non possumus della legge, masticano amaro e sentenziano che si stava meglio quando si stava peggio. E la moltitudine dei superficialoni e degl'ingenui, confrontando gli arbitd che si commettono oggi non con quelli ben piu gravi e piu numerosi che si commettevano ieri, ma con quell'ideale di assoluta giustizia, che è nel cuore di tutti i galantuomini, trovano che non valeva la pena di ottenere la legge sullo stato giuridico, se questa non doveva riescire perfetta, e poteva essere allegramente violata o slealmente sofisticata. E, infatti, a che giovano le buone leggi, quando la società è guasta, e ostili o inetti sono coloro che delle leggi dovrebbero essere i custodi e gl'interpreti? Cosf, purtroppo, il campo delle riforme necessarie si allarga a dismisura: il male e la responsabilità di esso passano dai professori alle autorità scolastiche locali e centrali, da queste al parlamentarismo, dal parlamentarismo al paese: la questione della scuola appare quello che essenzialmente è: una questione di dignità sociale e di moralità pubblica. Ma noi non disperiamo che la parte sana del nostro paese, come ha trovate le forze per affrontare le cause che disgregarono la pubblica economia, la marina, l'esercito, cosI troverà quelle necessarie a produrre il riordinamento e a difendere la moralità della scuola; noi non disperiamo che si comprenda anche fra noi la necessità di invigilare la scuola con amore geloso, con sollecitudine severa, col fermo proposito di schiacciare senza pietà chi vuole tenerla asservita alle sue ingordigie ignobili; noi non disperiamo del buon senso e della onestà della grande maggioranza dei nostri colleghi, i quali non lasceranno a mezzo l'opera iniziata da Giuseppe Kirner per dare alla nazione la coscienza dei doveri non solo economici, ma soprattutto morali, che essa ha verso la scuola. Per quanto riguarda le condizioni economiche degl'insegnanti, è innegabile che la legge dell'aprile 1906 le ha notevolmente migliorate. Ma a parte il fatto che da questa benefica riforma parecchi insegnanti non hanno ottenuto nessun vantaggio o un vantaggio insensibile; a parte le numerosissime piccole e grandi ingiustizie distributive, che la legge ha mantenute o create, e che occorre sanare, per quanto gl'insegnanti con un metodo di agitazione disordinata e non sempre dignitosa abbiano messa ogni cura in questi ultimi due anni per danneggiare la loro causa; - due difetti fondamentali la legge del 1906 ha, i quali impediranno o almeno frastorneranno assai, finché non sieno tolti, ogni progresso didattico: la differenza di stipendio fra insegnanti di classi· inferiori e insegnanti di classi superiori, e la mancanza dei limiti d'età. Il diverso trattamento economico fra insegnanti dello stesso istituto è non solo assurdo e ingiusto in sé, perché nelle scuole cosI dette di pri609 20 BibliotecaGino Bianco
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