Problemi di riforma scolastica a tirar via meccanicamente nella scuola scodellando i soliti imparaticci non si aveva nessun disturbo; quando nessuno sosteneva i buoni nella lotta contro la volgarità e la mediocrità, anzi davan noia ai superiori i tentativi fatti per uscirne; quando i soli esempi che scendevano dall'alto erano gli uffici e le sedi migliori date come premio alla servilità e all'intrigo; l'attività, la coscienza, lo studio ignorati o derisi; la promozione degli alunni inetti estorta colle lusinghe, colle promesse di una sede desiderata, colle sessioni da esami moltiplicate ad libitum, la minaccia di un trasferimento umiliante e dannoso tenuta sospesa come una mannaia sul capo di chi s'impuntasse a fare il proprio dovere contro i Don Rodrighi locali? Studiare! Studio forse io? sembrava chiedessero i politicanti e burocratici, ai professori come l'immortale capo stazione della pochade francese: e davanti a tante difficoltà anche i piu volenterosi si scoravano, e bisognava essere proprio idealisti cocciuti e bizzarri per non lasciarsi cadere nella morta gora delle abitudini inerti e macchinali. La legge sullo stato giuridico del 1906 ha infrante molte di queste vergogne, ma non le ha distrutte. Ed è naturale. Quasi tutti i deputati, parecchi senatori, non pochi professori d'università, trovano intollerabile il non poter piu raccomandare e favorire alla chetichella nelle nomine e nei trasferimenti i galoppini elettorali, gli amici, i discepoli. Quegli agenti d'affari delle maggioranze parlamentari, che portano il titolo di ministri o sottosegretart di Stato, trovano intollerabile di avere "le mani legate," e di non poter piu favorire senza molte difficoltà neanche gli elettori del proprio collegio. I burocratici del Ministero stentano a spogliarsi delle abitudini contratte in mezzo secolo di servilità e di arbitrio, non riescono a convincersi che S. E. il ministro non debba essere piu il nume onnipotente e irresponsabile di una volta, si irritano per non potere piu rendere alle Eccellenze, ai deputati, agli amici quei piccoli servigi che erano cosf agevoli una volta e che senza compenso non rimanevano mai, trovano intollerabile di essere ridotti nelle nomine e nei trasferimenti alla semplice funzione di "assistere e regolare lo svolgimento automatico ( ?) di procedimenti che sono l'effetto non della volontà loro, ma dell'incontro casuale (?) di condizioni di anzianità o che scaturiscono dal giudizio di commissioni di concorso, estranee alla loro infiuenza, 1139 mentre era tanto piu bello il vecchio sistema in cui nulla avveniva a caso ma tutto per deliberata volontà dei politicanti e dei burocratici, diritti automatici degl'insegnanti non ce n'erano ma tutto era elastico come il cautciu e mobile come l'aria, e non c'era nessuno stretto obbligo di chiedere a seccantissime commissioni di concorso, sfornite della ben nota universale competenza e squisita moralità dei sedentari della Minerva, quali fossero, fra gli aspiranti a qualcuno dei cinquanta e piu insegnamenti che si professano nelle scuole 3 9 FIORINI, Applicazione delle leggi 8 aprile 1906, no 141-142 sullo stato giuridico, sugli stipendi e sulla carriera degli insegnanti delle sçuole medie: relaz.ione a S. E. il ministro della .P. I., Roma, Cecchini, 1907, p. CLXVII, 608 BibliotecaGino Bianco
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