La riforma della scuola media libri di testo, i quali come saranno meglio apprezzati, cosf attireranno a sé il lavoro di molti, che sono costretti oggi a sacrificare tutta la loro intelligenza al feticcio dell'erudizione monografica. La pubblicazione sistematica degli Atti delle scuole, in cui ciascun insegnante dovrà render pubblica ragione dei libri da lui adoperati, susciterà in molti, che oggi scelgono il libro a caso o con criteri tutt'altro che didattici, un sentimento piu vivace della propria responsabilità. I libri troppo bestialmente composti dovrebbero essere vietati dal futuro Ministero di competenti con deliberazioni motivate da pubblicarsi sul Bollettino. E ai libri migliori dovrebbero assegnarsi forti premi in denaro mediante concorsi periodici simili a quelli che s'erano cominciati a bandire nel 1875, 38 e dei quali, trattandosi di buona consuetudine, era naturale che si tralasciasse la continuazione. Cosf si promuoverà il perfezionamento continuo di questi indispensabili strumenti di lavoro, ponendo limiti ragionevoli all'anarchia attuale, senza cadere nell'eccesso giacobino del libro di testo unico per tutte le scuole, che con nostro sommo stupore abbiam visto proporre nel Congresso dei presidi tenuto a Milano nell'autunno passato. VIII E, in generale, a determinare il rinnovamento dei metodi didattici, meglio di ogni cura repressiva che riesca a circondare i professori con presidi, sorveglianti, consiglieri, i quali li riconducano sulla buona via dopo che se ne sieno allontanati, varrà la cura preventiva, diretta ad eliminare con sollecitudine ed energia tutte quelle cause, per cui oggi è cosf difficile agl'insegnanti, anche migliori, conservare la giovanile agilità di mente e freschezza di cultura, non abbrutirsi per necessità economica in un lavoro eccessivo, non irritarsi per lo spettacolo dell'asinaggine e della immoralità troppo spesso premiate, non iscoraggiarsi dinanzi alla impossibilità materiale di compiere efficacemente il proprio dovere. Noi non istaremo qui a ripetere tutto ciò che tante e tante volte è stato detto dal 1860 ad oggi, e specialmente negli ultimi anni, sulle deplorevoli condizioni economiche e morali degli insegnanti, e sugli effetti rovinosi che da queste condizioni derivavano sul funzionamento didattico delle scuole. Era mai lecito pretendere che gl'insegnanti si affannassero a inseguire la chimera. scientifica, e scuotessero la tradizionale apatia di fronte ai problemi della scuola, della scienza, della civiltà contemporanea, e abbandonassero le vecchie abitudini di insegnamento meccanico e routinier, quando la miseria - la miseria vera - li obbligava a cercare affannosamente qualunque lavoro e guadagno dentro e fuori della scµola, perdendo ben presto ogni contatto col moto vivo del pensiero; quando 38 "Bollettino del Ministero," I, p. 252. 607 BibliotecaGino Bianco
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