La riforma della scuola media VII Quando i molteplici organi di controllo, da cui l'attività degli insegnanti deve essere regolata, rivelino in qualche istituto disordini amministrativi o disciplinari o deficienze didattiche, a cui il preside non possa da sé rimediare o di cui sia egli il responsabile, allora il sollecito intervento di autorità superiori estranee all'ambiente locale è indispensabile per condurre la scuola al funzionamento normale. Per le inchieste provocate da disordini amministrativi o disciplinari un corpo stabile d'ispettori non solo non è necessario, ma sarebbe addirittura dannoso. Chi vive tutta la vita inquirendo, accusando, condannando, finisce ben presto con l'acquistare una specie di deformazione psicologica professionale, che gli fa vedere in ogni accusato un colpevole, in chiunque si trovi a contrasto con un superiore, un insubordinato. Per questo genere di inchieste, le quali non possono essere che straordinarie, sono molto piu adatti ispettori straordinad, i quali non abbiano perduto nell'esercizio continuo dell'accusa e della condanna la necessaria squisita sensibilità a tutti gli elementi di colpa e di difesa. Ma è questa una materia, che non ha nessuna stretta attinenza con la riforma dei metodi didattici. Un grande impulso, invece, a questa riforma può essere dato dall'opera intelligente e continua di Consiglieri didattici, i quali assistano quei professori, il cui insegnamento non dia buoni frutti, ricerchino da quale causa abbiano origine le deficienze didattiche, correggano gli errori di metodo, siano come professori ambulanti di magistero per coloro che abbandonati a sé soli battono cattiva strada. E questo corpo di Consiglieri didattici noi l'abbiamo bell'e pronto in quegli insegnanti provetti, presso i quali faranno l'anno di tirocinio pratico i nuovi professori. Considerando, infatti, che le nostre scuole medie hanno bisogno di circa 180 nuovi professori ogni anno, noi avremo col sistema dell'assistentato circa 180 insegnanti scelti, il cui numero sarà materialmente proporzionato a quello delle singole scuole e materie o gruppi di materie; e costoro potranno senza inconvenienti di sorta lasciar la loro classe per uno o due mesi dell'anno al tirocinante dopo che questi abbia acquistata una sufficiente pratica, e dedicare le loro cure a qualche collega che abbia bisogno di consiglio per mettersi in carreggiata. E l'opera di questi Consiglieri didattici sarà continuamente richiesta soprattutto nei primi anni della riforma per quegli insegnanti che sono già ora in ufficio e sono stati mal preparati ad. esso dall'attuale sistema universitario, e non hanno ancora trovato la via di correggersi da sé, e riveleranno subito le loro deficienze col nuovo sistema di esami che noi proponiamo; oppure avranno bisogno di chi li aiuti a comprender i bisogni delle scuole riformate e ad adattarvisi con la minor quantità possibile di prove e di tentativi sbagliati. Contro questi, che noi di proposito chiamiamo non ispettori ma Consiglieri didattici si può certo sollevare l'obiezione gravissima, che molti 603 BibliotecaGino Bianco
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