Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media soprattutto di ben consigliarlo, che l'affidare a buoni presidi la direzione degli istituti? Strano paese il nostro! Abbiamo creato nelle scuole l'ufficio del preside, perché servisse a controllare l'opera degl'insegnanti e a mantenere fra essi l'affiatamento necessario; ma abbiamo lasciato che per cinquant'anni i presidi fossero scelti senza nessuna garenzia d'intelligenza, di serietà, di onestà, fra i professori stanchi ed inetti, fra i traffichini delle logge massoniche, fra coloro che si mostravano piu docilmente servili e piu esperti nell'arte di piacere ai potenti. Quegli stessi ottimi elementi, che attraverso i mille ostacoli opposti alla scelta dei migliori dal parlamentarismo e dalla burocrazia sono riesciti ad entrare nelle presidenze, li schiacciamo sotto il peso di mille meschini e avvilenti lavori burocratici di scritturazione, in modo che essi non abbiano neanche un minuto di tempo per occuparsi della scuola, della vera scuola che non sta nelle pagelle delle medie e nei registri degli esami. E poi diciamo che i presidi non possono compiere l'ufficio delicato di direttori morali e didattici della scuola, e che è necessario un ispettorato che sorvegli i presidi. Il quale ispettorato naturalmente dev'essere scelto anch'esso senza nessuna garenzia, ad libitum ·dei politicanti, fra i provveditori piu servili, fra i presidi piu docili, fra i professori procaccianti ed arruffoni. E poi ci vorrà un superispettorato per ispezionare gl'ispettori: N0i siam le quattro guardie, Ghe guardan le due guardie, Che guardan la guardia, Che guarda la figlia del re. Un primo provvedimento della massima urgenza - scrive a questo proposito il nostro Lombardo-Radice, a cui appartiene il merito di avere rimessa sul tappeto la questione dei presidi, vincendo la ostilità di molti fra noi, che nauseati di moltissimi presidi attuali non avremmo desiderato altro che abolirli - è che la nomina dei presidi e dei direttori sia fatta sempre per concorso. Che cosa deve provare il concorso? La capacità direttiva, si dirà, non si può vedere da un esame né è facile vederla da titoli di cultura. Il concorso potrebbe dare ingannevoli risultati, darebbe posto al piu colto forse, ma non sappiamo però se al piu energico e al piu coscienzioso. La presidenza deve essere un tale incarico di fiducia, che non è possibile darlo semplicemente in seguito a un esame di titoli. Sia pure; ma senza concorso da dove potrebbe il ministero ricavare il prezioso dato delle qualità direttive di un insegnante? Chi ci dirà che il tale professore è de~no di essere preside? Il Preside forse? Ma questo preside che deve dare il giudizio sicuro lo abbiamo? No. E allora ... bisogna farlo. E, di nuovo, come lo faremo?36 La presidenza non deve essere l'anticamera della pensione, come 36 L'art. 3 del R. Decreto 8 novembre 1901 stabiH che i capi d'istituto dovessero essere scelti in seguito a concorso per titoli; ma nello s'cesso giorno 8 novembre 1901 fu nominato senza concorso un preside di Liceo! E nell'avviso di concorso agli incarichi per la direzione delle Scuole normali bandito il 29 maggio 1902 fu stabilito che "la commissione giudicatrice designerà per ordine alfabetico un numero di concorrenti non inferiore a 25 per le scuole normali femminili, e a 10 per le maschili; il Ministero sceglierà esclusivamente fra questi gl'insegnanti a cui affidare l'incarico di direttore." Siccome i posti disponibili erano cinque o sei, cosi l'ordine alfabetico veniva a tener nascosto l'ordine di merito, e a lasciare al Ministero la libertà di scegliere fra i 35 proposti chi meglio a lui paresse e piacesse (Atti del Congresso di Roma, pp. 141 sgg.). Dei pochi concorsi fatti secondo il R. Decreto 8 novembre 1901, i burocratici, che com'è naturale non hanno nessuna simpatia per nessuna specie di concorso, sogliono dire che dettero cattivi risultati: ma delle commissioni esaminatrici fece parte proprio un alto funzionario del Ministero, 601 BibliotecaGino Bianco

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