Problemi di rif orrrJascolastica ministri si chiamavano Ruggero Bonghi, ad esempio. Gli atti delle scuole furono aboliti per economia, e perché si prestavano pure a qualche critica. Tuttavia, per male che fossero fatti, erano pur sempre un principio buono, e sarebbero stati suscettibili di miglioramento. Ma in Italia si è sempre seguito il sistema di distruggere, che è cosa facile anziché di correggere e migliorare, che è piu difficile. Ho qui sul tavolo un Iahresbericht di Ginnasio austriaco. Vi sono gli stessi difetti che si trovano in quei vecchi rendiconti italiani, imitati del resto da quelli tedeschi; ma pure questo fascicolo ci dà elementi importanti di giudizio sui singoli docenti: resoconti della vita scolastica, dei programmi didattici; scelta delle letture; temi dati ai giovani, risultati degli esami etc. etc. Richiamo l'attenzione dei volenterosi sulla utilità che, opportunamente trasformati, potrebbero dare questi lahresberichte, da noi. Che cosa dovrebbero contenere? Per esser concreto do qui una specie di indice di quello che immagino possa essere un fascicolo di atti di una scuola. PARTEI - 1. Relazione finale del capo dell'istituto con l'elenco delle proposte fatte da lui, a suo nome o a nome del consiglio dei professori. 2. Programmi didattici dei singoli insegnanti, e resoconto delle osservazioni alle quali han dato luogo nel consiglio dei professori. 3. Resoconto sommario delle lezioni, delle letture e delle esperienze fatte durante l'anno scolastico dai singoli professori. 4. Stato delle biblioteche e dei gabinetti (Condizioni generali - Nuovi acquisti - Doni). 5. Statistica e risultati degli alunni. II - 1. Bibliografia dei testi scolastici adottati. 2. Osservazioni critiche dei professori sui libri sperimentati, ed eventuali proposte per l'anno successivo. III - 1. Resoconto delle piu importanti discussioni del consiglio dei professori, m materia didattica e di interpretazione delle leggi. 2. Risposta a questionarii del Consiglio centrale della P. I. IV (facoltativa). - Scritti di indole pedagogica su problemi relativi all'ordine di scuole a cui l'istituto appartiene (ogni anno i professori volenterosi potrebbero proporre al consiglio dei professori qualche questione di interesse generale; e, dopo una discussione preliminare dei professori, uno o piu di loro, per incarico del consiglio, stenderebbero una breve relazione, da sottoporre al Consiglio centrale della P. I.). Il male sempre lamentato e mai tolto, che nelle scuole ogni professore vada per conto suo, senza mai sapere che faccia il vicino di aula, e nemmeno che farà colui che entrerà un'ora dopo di lui nella sua stessa classe, troverebbe un energico e stabile rim~dio in questi atti delle scuole che darebbero a ciascuno l'obbligo di acquistare competenza pedagogica, almeno nell'ambito delle questioni che riguardano il proprio istituto, e conoscenza di tutta la vita dell'istituto stesso, oggi chiusa negl'impenetrabili misteri della previdenza. Lavoro questo degl'insegnanti, controllabile non solo dai superiori, ma da tutto il pubblico colto che s'interessa alla scuola: unico modo, se è vero che si lavora, di far veder ciò che vale chi lavora, ai denigratori, che non sono .pochi, del corpo insegnante. Gli atti delle scuole porterebbero a conoscenza dei professori del liceo di una città quello che si fa nei licei delle altre; l'affiatamento a lungo andare si farebbe non piu solo nella scuola A, ma fra tutte le scuole congeneri. Avremmo a poco a poco una direttiva costante in tutti i licei, in tutte le scuole normali, perché il bene fatto in una scuola diventerebbe tesoro comune di tutti i volenterosi, di tutte le scuole.35 E finalmente quale miglior via, per porre accanto a ciascun maestro un ispettore permanente e capace davvero di conoscerlo, di giudicarlo e 35 "Nuovi Doveri," I, p. 155. Specialmente alle Scuole popolari superiori questi Atti delle scuole riuscirebbero utilissimi, perché porterebbero da una scuola all'altra la conoscenza delle iniziative di ciascun collegio insegnante, che - come abbiamo a suo luogo spiegato - deve godere di larghissima autonomia. 600 BibliotecaGino Bianco
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