Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica Del resto il regolamento del 1902 fu revocato prima che arrivasse il momento dell'applicazione 28 ; e col regolamento attuale siamo stati ricondotti allo statu quo ante 1902, ed anche alla inapplicabile disposizione che "quando le condizioni locali lo consentano, potrà il Consiglio della scuola, d'accordo col capo d'uno degli istituti d'istruzione secondaria classica o tecnica o normale in cui ha sede l'università, ordinare che gli alunni della Scuola di magistero frequentino una determinata scuola secondaria e si esercitino sotto la direzione dell'insegnante nella correzione dei temi e nella pratica dell'insegnamento." Il regolamento 7 marzo 1907, negli art. 37 e sgg., ha stabilito che il giovane laureato, il quale aspiri all'insegnamento, può chiedere di fare un anno di tirocinio pratico presso una determinata scuola. Il Provveditore o il Presidente della Giunta di vigilanza, se si tratta di un Istituto tecnico, sentito il parere del Preside, informano della domanda il Ministero, dichiarando se ritengano adatta la scuola al tirocinio; e ottenuto il consenso ministeriale, stabiliscono in quali classi e per quali materie l'aspirante possa fare il tirocinio; il tirocinio si fa solo nelle scuole di primo grado, tranne per le materie insegnate soltanto negli istituti di secondo grado. È evidente che secondo gli autori di queste disposizioni il tirocinio pratico è necessario per chi voglia insegnare italiano, storia, matematica in una Scuola tecnica e non per chi voglia insegnare le stesse materie in un Liceo; è necessario per il professore liceale di filosofia, perché la filosofia non è insegnata nel Ginnasio inferiore, è inutile per il professore liceale di latino perché il latino s'insegna in prima ginnasiale: le prime classi devono servire al tirocinio dei professori delle ultime classi; e quando un professore abbia acquistata la necessaria abilità nell'insegnamento delle classi inferiori, allora invece di lasciarlo nelle classi inferiori, dove sta tanto bene, il governo lo manderà al Liceo! Che dire, poi, di quel Provveditore e soprattutto di quel Presidente della Giunta di vigilanza, che dopo essersi consigliati col Preside, dànno il loro parere sulla opportunità di accettare la domanda del giovane, e ottenuto il permesso del superior Ministero assegnano essi al candidato la materia e la classe in cui deve fare l'assistentato? Se il giovane si propone di insegnare l'italiano. nelle Scuole tecniche, è evidente che il tirocinio deve esser fatto per_ l'italiano in una Scuola tecnica, e non per la storia nella scuola medesima ad libitum del Provveditore! In verità quest'assistentato fatto ad iniziativa del giovane e col beneplacito del Preside, del Provveditore e di quell'ineffabile Presidente della Giunta di vigilanza, per ottener un certificato da valere poi nei concorsi a far crescere il peso dei titoli didattici, sembra escogitato a posta per consentire ai laureati piu inintelligenti e piu servili di procurarsi con poca fatica una buona posizione iniziale nei concorsi, 28 Si può dire, anzi, che non sia stato preso sul serio neanche dal ministro che ne fu autore; il quale, mentre dichiarava necessario un cosi ponderoso insieme di stud1 e di prove al buon insegnante, !argiva a centinaia le abilitazioni elettorali. 594 BibliotecaGino Bianco

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