Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media ora, per merito speciale del Langlois, un attivo lavoro per introdurre una solida preparazione pedagogica nella cultura dei futuri maestri. In Italia il regolamento del 29 novembre 1891, con cui furono istituite le Scuole di magistero, stabiH che gli alunni dovessero quando fosse possibile dare saggi di lezione anche in una scuola secondaria; ma di questi "saggi" a .memoria d'uomo non se ne son dati mai: gli alunni avevano troppo da fare per seguire i corsi universitari e preparare la tesi di laurea; d'altra parte questi saggi non potevano essere dati se non nelle scuole della città universitaria, le quali sarebbero state invase dagli alunni della scuola di magistero e turbate ora col saggio di uno ora col saggio di un altro; non di rado gl'insegnanti effettivi delle classi, in cui avrebbero dovuto avvenire i saggi, avevano criteri didattici opposti a quelli degl'insegnanti universitari di magistero; i presidi non volevano seccature; i genitori sarebbero stati poco soddisfatti di vedere i loro .figli divenir materia di saggi per professori novizi: cosf quel primo abbozzo di tirocinio pratico non fu mai possibile effettuarlo, e i saggi rimasero uno sterile desiderio del legislatore. Il Ministro Gallo, nel disegno di legge sull'insegnamento secondario e professionale presentato alla Camera il 25 gennaio 1901, propose che gli aspiranti all'insegnamento fossero tenuti a un "tirocinio biennale pedagogico e didattico" negli istituti governativi o pareggiati con titolo ed ufficio di assistente, da ottenersi mediante concorso e con la retribuzione annua di lire 1.500. Ma questo disegno di legge, ricco di ottime idee ed opera di un ingegno forte davvero, non giunse neanche alla discussione parlament~re. Il regolamento del 13 marzo 1902, riorganizzando del tutto la scuola di magistero e prolungandone la durata a due anni, di cui il secondo dovesse essere posteriore alla laurea, voleva che questo secondo anno fosse dedicato non solo alle lezioni di pedagogia teorica della Scuola di magistero, ma anche al tirocinio pratico in una scuola secondaria sotto la direzione di un insegnante provetto. L'alunnoprofessore senza turbare l'andamento della scuola e sulla guida del professore titolare, "doveva interrogare gli scolari sulle lezioni precedentemente assegnate, aiutare il professore nella correzione di temi, nelle registra- . zioni e pratiche relative all'insegnamento secondario, e tenere in sostituzione del professore quel numero di lezioni che fosse compatibile col numero degli assistenti e colle necessità didattiche e disciplinari"; "per mettere gli alunni di fronte alle difficoltà massime dell'arte didattica, il tirocinio poteva compiersi anche presso una scuola di... sordomuti e di deficienti." A parte l'umorismo di quest'ultima trovata, il regolamento del 1902 aveva il difetto fondamentale di concentrare tutti i tirocinanti in poche scuole di grandi città, i cui insegnanti non era davvero sicuro che fassero tutti capaci di dare buoni esempi ai tirocinanti. S'immagini quale vantaggio avrebbe ricavato un giovane intelligente e colto dal fare un anno di tirocinio presso qualche vecchio troupier giunto in un liceo di città universitaria nella sua qualità di galoppino elettorale di qualche deputato affarista! 593 BibliotecaGino Bianco

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