Problemi di rifor,:rzascolastica ne pubblica e privata; redigendo le relazioni annuali sui risultati degli esami e sull'andamento degli studi; invitando spesso i professori a discutere e indicare i miglioramenti possibili negli ordinamenti scolastici, e pubblicando le risposte; diffondendo notizie sulle riforme che si chiedono o si preparano o si compiono all'estero e sui risultati di queste riforme; infrangendo una buona volta e del tutto e per sempre lo stolto monopolio, che pretendono fare di ogni dottrina scolastica i burocratici onnipotenti 23 ; cercando che i professori sieno non esseri passivi a cui le riforme si impongono con decreti-colpi di Stato, ma collaboratori ·attivi ed appassionati e all'occasione anche promotori e difensori tenaci delle riforme da essi volute contro la indifferenza e la incompetenza dei politicanti. V Un grande impulso, per altro, possiamo e dobbiamo dare alla preparazione didattica degl'insegnanti e alla riforma dei metodi, adottando il sistema del tirocinio pratico o assistentato. Per quanto un insegnante di latino - come di qualunque altra materia - possa conoscere bene il latino ed essere imbevuto di cultura fìlosofìca e pedagogica, difficilmente riescirà ad insegnare bene questa lingua fìno dal primo giorno, se non sia stato già messo in guardia contro molte piccole difficoltà pratiche, contro molti pericoli di piccoli errori, che l'esperienza scolastica insegna a discernere e a superare, e che riuniti tutti insieme rendono inefficace e spesso dannosa l'opera di chi alla dottrina e alla buona volontà non aggiunga la perizia in quelli, che si potrebbero chiamare gli espedienti e i segreti del mestiere. Le declinazioni latine debbono insegnarsi col fare imparare prima il paradigma e passare poi alle applicazioni negli esercizi di traduzione (metodo deduttivo), oppure è meglio partire dalla interpretazione di frasi contenenti le forme da studiare per risalire dalle applicazioni al paradigma (metodo induttivo)? Gli esercizi di traduzione nei primi tempi dello studio devono essere fatti per iscritto dall'alunno in casa, oppure debbono essere tutti orali e fatti in iscuola con la guida dell'insegnante? In questo primo periodo 23 In occasione dei recenti numerosissimi concorsi per esame, le relazioni critiche delle Commissioni esaminatrici avrebbero potuto costituire tutte insieme una interessantissima inchiesta sulle nostre Facoltà di lettere e di scienze in quanto preparano professori per le scuole medie, e sulla cultura degl'insegnanti; e avrebbero dato gli elementi necessari per la riforma del regolamento dei concorsi. E nulla sarebbe riescito piu utile agl'insegnanti universitari e secondari che la pubblicazione sollecita e intera di tutte quelle relazioni. Ma S.E. il ministro non ha pensato cosi: il proprietario delle scuole è lui; egli solo ha il diritto di sapere come vadano le scuole; il regolamento sui concorsi deve farlo nella sua ben nota intelligenza e competenza solo lui; perciò ha invitato le Commissioni a fare relazioni riservate solo per lui. E parecchie Commissioni - questo è il peggio - convinte di dovere rendere conto dell'opera propria solo a lui, non hanno mancato di obbedire; e vi sono stati insegnanti universitari, i quali invitati ad esporre su una rivista pedagogica le loro idee sui concorsi e sui risultati di essi, hanno risposto che giudicavano metodo anarchico (sic) il comunicare al pubblico atti, di cui non esiste nessun legittimo proprietario all'infuori di... lui! 586 BibliotecaGino Bianco
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