La riforma della scuola media professori ad un livello superiore a quello degli altri paesi, e a cui oramai tutti abbiamo fatta l'abitudine, e da cui la scienza e la scuola hanno molto da guadagnare. Perché se è vero che il maestro deve essere piu divulgatore che produttore di scienze, è vero anche che ad essere buon divulgatore giova assai conoscere bene i metodi con cui si produce la scienza che si deve divulgare; e se è vero che molte tesi di laurea non sono che cibrei di luoghi comuni o sterili esercitazioni erudite su argomenti che non meritano nessuna cura, è vero anche che parecchie tesi di laurea hanno un grande valore scientifico; e il merito di questi lavori è andato continuamente crescendo dal 1860 ad oggi, via via che diventavano piu severe e complesse le richieste delle nostre facoltà. Né sarebbe saggio abbandonare, per imitare la Francia e la Germania, questa nostra superiorità e tutti i vantaggi che ne possono derivare; e proprio quando la stessa Francia comincia a voler elevare la capacità critica o scientifica dei suoi maestri, avvicinandosi con le sue riforme universitarie al sistema italiano. Solo è necessario convincersi che alla iniziazione critica del giovane non è niente affatto necessaria la frequentazione di un cosf strabocchevole numero di corsi e l'obbligo di tanti esami speciali imposti a tutti, quale che sia il ramo di indagine a cui ciascuno voglia dedicarsi. "Una laurea," scrive giustamente il Savj Lopez, 13 e non ci sono oramai che le mummie, le quali abbiano diversa opinione, "se vuole essere presa sul serio, deve essere parziale, cioè limitata ad un solo nesso di discipline armoniche fra loro, coordinate ed approfondite secondo la libera volontà dei discepoli, come si fa con tanto fervore e tanto onore nelle facoltà filosofiche tedesche. 1114 Contentiamoci di fissare semplicemente un numero minimo di corsi, a cui il giovane deve iscriversi e sostenere gli esami, se non vuol perdere un anno - e noi non renderemmo obbligatorio piu di un corso per anno -: e lasciamo che il giovane scelga come meglio crede questo corso, e raggruppi intorno ad esso tutti quegli altri corsi, a cui credesse opportuno di iscriversi, uscendo magari fuori dei cancelli della facoltà letteraria ed entrando nella facoltà scientifica o giuridica o medica. Invece d'imporgli a p,riori una congerie indigesta di troppe discipline e di troppi esami disparati, che gli tolgono ogni agio di liberi studi, gl'impediscono di acquistare una disciplina intellettuale metodica e profonda, distruggono nei meno forti ogni sicurezza e scioltezza di mente, accordiamogli quella libertà, a cui ha finalmente diritto, perché non è piu un bambino, e non tocca piu a noi guidarlo come se fosse un interdetto o un mentecatto. 15 13 Savj-Lopez Paolo, filologo (1878-1919). Si laureò a Napoli alla Scuola del D'Ovidio e si perfezionò a Firenze con il Rajne. Dopo un Rettorato all'estero, fu professore di letterature neolatine all'Università di Catania e poi di Pavia. [N.d.C.] 14 Nei "Nuovi Doveri," I, p. 164. 1s Non occupandoci noi qui ex-professo di una generale riforma universitaria, ma costretti a invadere il campo universitario perché senza una riforma universitaria sarebbe sterile ogpi riforma della istruzione media, possiamo appena accennare a ciò che non riguarda strettamente il nostro tema. Se dovessimo occuparci di una general~ rifqrma universitaria, noi non esporremmo 577 19 81bl1otecaGino Bianco
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