Problemi di rifo1·ma scolastica ta, i recenti resultati disastrosi delle prove di esame, le quali hanno rivelato che finora i piu uscivano dalle università e entravano nelle scuole, capaci di compilare memorie erudite anche discrete, ma ignoranti delle piu elementari nozioni di grammatica italiana, di latino, di storia, di geografia, ci conducano a una eccessiva reazione antiscientifica, e ci facciano perdere quei vantaggi che l'attuale sistema, con tutti i suoi difetti, pure ha. Che bisogno c'è (ripetono già molti) di una tesi di laurea per chi non desideri altro che insegnare? Perché non contentarci di un esame di cultura analogo a quello d'aggregazione in Francia o di idoneità in Germania? 12 L'Italia è l'unico paese di Europa, ove si richieda a un uomo, innanzi di licenziarlo ad insegnare rosa-ae in una prima ginnasiale, una dissertazione molto seria e molto ampia su qualche sottile questione di filologia italiana o greca o latina, un saggio di ricerche originali su qualche punto controverso di storia politica o della cultura, un'acuta dissertazione di psicologia o storia della filosofia. Negli altri paesi, nelle prove scritte di abilitazione non si richiedono che alcuni saggi di indole scolastica, simili press'a poco alle dissertazioncelle che gli alunni delle nostre facoltà di lettere presentano ad alcuni dei loro insegnanti durante il primo o il secondo anno di studi. La prova sicura e sincera dell'attitudine ad insegnare, i nostri vicini di Francia e di Germania la cercano negli esami di stato con complesse e multiple domande volte ad esplorare gli strati profondi della cultura letteraria, storica, filosofica del candidato; la cercano nella sua capacità di improvvisai-e una buona pagina od una buona lezione su un tema, da cui sia esclusa l'erudizione minuta. La tesi, necessaria a conseguire il dottorato, e che dev'essere sempre a stampa, è rimandata a piu tardi ad anni piu maturi: in Francia essa è presentata alla Facoltà e discussa cinque, otto, dieci anni, dopo che si è entrati nell'insegnamento, e i docteurs-ès-lettres formano un'aristocrazia fra i professori; e anche in Germania la tesi di dottorato non ha nulla da vedere GOn l'esame d'idoneità all'insegnamento. Perché dobbiamo noi soli imporre l'obbligo della tesi di laurea alla fine dei quattro anni di studi letterari? E noi non disconosciamo che l'esempio degli altri paesi debba essere seriamente meditato ed imitato, quando risulti che dalla imitazione si possa ottenere un guadagno. Ma non ci sembra che sarebbe per noi un guadagno rinunziare ad una esigenza, la quale tende a mettere i nostri 12 L' agrégation des facultés, fu introdotta in Francia con un decreto del 2 novembre 1875 che istituiva 36 agrégés presso le facoltà di scienze e di lettere e duravano nove anni, ricevendo una indennità. La norma venne successivamente modificata. Per essere agrégés bisognava sostenere un esame davanti ad una Commissione di Cinque, poi di Sette, poi di Nove membri molto autorevoli. Un decreto del ministro della Pubblica Istruzione del 29 luglio 1885 stabiliva poi l' agrégation des lycées et des langues vivantes con il concorso consistente in esposizione di testi, in lezioni e in prove pratiche. Il concorso era preceduto da prove preparatorie. Per essere titolari di un liceo bisognava, secondo i decreti, essere agrégés des lettres o des sciences ma accadde che per ricoprire tutte le cattedre dei licei si ricorse ai soli licenciés des lettres o des sciences che vennero chiamati non professori, ma chargés des cours. [N.d.C.] 576 BibliotecaGino Bianco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==