La riforma della scuola media ca, altri in un concorso per latino e greco negli ultimi anni della stessa scuola; altro patrimonio di cultura deve possedere l'insegnante di italiano e di storia in una scuola classica, altro in una scuola moderna, se vogliamo che quest'insegnante sia capace di comprendere l'opera dei suoi compagni di lavoro e coordinare con questa l'opera propria. E se mai la direzione suprema della scuola media italiana sarà affidata stabilmente a un gruppo di uomini davvero competenti e dabbene, questi troveranno nei concorsi per esame il piu efficace strumento per promuovere la riforma dei metodi didattici: perché col modificare via via i programmi delle prove scritte ed orali dei concorsi, con esigere che in queste prove i concorrenti dimostrino di possedere l'uno piuttosto che l'altro gruppo di nozioni o di attitudini, 11 essi costringeranno le università a secondare i bisogni della scuola media; e faranno sf che la scuola media non debba accettare piu passivamente ciò che alle università piaccia di fare; e assicureranno alle scuole un corpo insegnante omogeneo e acconciamente preparato. In Germania ogni riforma dei programmi scolastici è accompagnata da una riforma nei programmi degli esami di stato per i professori: in Italia, si modificano i programmi sulla carta, ma non si imprime nessun nuovo indirizzo alla cultura degl'insegnanti; e cosf tutte le riforme rimangono scritte sulla carta. III I concorsi-esami di stato, se, come auguriamo fervidamente nell'interesse della scuola e del paese, verranno mantenuti e perfezionati, renderanno necessaria a breve scadenza una profonda riforma delle nostre vecchie e arrugginite Facoltà scientifiche e letterarie. I sintomi di siffatto rinnovamento già cominciano a manifestarsi nei discorsi di molti insegnanti universitari, che hanno partecipato alle commissioni esaminatrici dei recenti concorsi per le scuole medie, ed hanno visto quali perniciosi effetti producono gli attuali ordinamenti universitari sui giovani che si destinano all'insegnamento, e dichiarano che cosf non si può continuare e bisogna sollecitamente cambiare strada. Ma in che senso? Noi temiamo assai che, dopo cinquant'anni di eccessiva specializzazione scientifica o meglio erudi11 Nella ipotesi che fosse accettato il nostro progetto di riordinamento della Scuola classica, è evidente che nei concorsi per insegnante di latino, greco e filosofia nell'ultimo biennio bisognerebbe pretendere, oltre alla sicura preparazione filosofica, una larga conoscenza della storia della filosofia antica e moderna e un notevole gusto letterario. Agl'insegnanti di latino e greco nel terzo biennio e di storia antica nell'ultimo anno si dovrebbe risparmiare la larga conoscenza della storia della filosofia, e chiedere invece una seria cultura sociologica e storica e la conoscenza della storia dell'arte classica. Agli insegnanti di italiano, latino, greco e aritmetica nel secondo biennio dovrebbe bastare una conoscenza del greco molto elementare; ma dovrebbero dar prova di conoscere addentro le antichità pubbliche e private, la storia del diritto romano necessaria alla interpretazione degli storici, una larga cultura letteraria italiana, e la conoscenza di quelle operazioni aritmetiche, che sono necessarie a tutti i miseri mortali. Negli insegnanti del primo biennio, finalmente, i programmi d'esame dovettero pretendere una cultura piu varia che profonda, di scienze naturali, di fisica, di geografia, e soprattutto di aritmetica, di italiano, di latino, 575 BibliotecaGino Bianco
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