Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media impossibile. Un professore, che ha insegnato per un anno italiano in una scuola tecnica o materie letterarie nel ginnasio inferiore ed aspira a insegnare pedagogia in una scuola normale, perché deve essere giudicato a priori dottissimo in pedagogia, e perciò deve essere dispensato dalle prove d'esame, mentre un neolaureato deve essere sottomesso a queste prove? Perché un professore di storia, geografia, diritti e doveri in una Scuola tecnica, che vuol pensare a insegnare latino e greco nel liceo, deve essere dispensato dal dimostrarsi capace di tradurre dall'italiano in latino senza spropositi, mentre questa prova deve darla chi non appartiene ancora all'insegnamento governativo? Perché un professore di ginnasio inferiore, che vuole insegnare storia nel Liceo, si deve supporre senza alcuna prova conoscitore di quella storia, che aspira a insegnare, mentre questa presunzione non esiste per il servum pecus dei neolaureati? E si badi che nei concorsi non si tratta solo di assicurarsi se il concorrente sia capace d'insegnare bene: occorre accertare anche quale fra i concorrenti è capace di insegnare meglio. Cioè il giudizio non deve essere solo assoluto, ma soprattutto comparativo. Ora, affinché la comparazione sia possibile, è necessario che le quantità da comparare sieno omogenee. E in che modo paragonare le prove di esame date dagli urn con le prove di esame non date dagli altri? Si invocano a favore degl'insegnanti, che aspirano a cattedre diverse, le prove date nel primo concorso per l'ammissione all'insegnamento. Lasciamo stare il fatto, che parecchi fra coloro che chiedono oggi il privilegio della esenzione dalle prove d'esame, sono entrati una volta nell'insegnamento senza nessun concorso, oppure han fatto concorsi per titoli accademici, che non dicono nulla, e per titoli scientifici, che sono insufficienti. Supponiamo, che tutti coloro i quali chiedono per sé l'esenzione da nuove prove, abbiano sostenuto un concorso davvero significativo per la scuola in cui insegnano. Quale valore può darsi a questo concorso per una scuola e per una materia diversa da quella per cui esso è stato fatto? Come possono valere gli esami fatti in un concorso di Ginnasio inferiore, nel quale la Commissione esaminatrice deve chiedere per la storia una conoscenza assai generale e superficiale, ed insistere molto sulle nozioni geografiche, e sulla conoscenza sicura dell'italiano e del latino, ed esigere una cultura di contenuto assai vario, - come possono valere queste prove d'esame per un concorso di storia liceale, in cui il futuro insegnante dovrebbe dare prova di una cultura meno varia, ma incomparabilmente piu profonda e piu complessa? E come paragonare le prove di Ginnasio inferiore, date uno o due anni prima innanzi ad un'altra Commissione da un concorrente, i cui begli occhi la Commissione del concorso pel Liceo è dispensata dal conoscere, con le prove che sono date oggi innanzi all'attuale Commissione da chi vuol entrare per la prima volta in servizio, ed aspira al Liceo? Alcuni insegnanti, non potendo non riconoscere che la esenzione dalle 573 BibliotecaGino Bianco

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==