Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica tore di tale memoria, il quale però abbia una cultura assai ristretta, e un giovane che non abbia pubblicato mai nulla ma possieda cultura vasta e varia e fresca, non è preferibile pel ginnasio inferiore questo secondo, salvo a preferire il primo in un concorso... universitario? E come accertare la cultura dei vari concorrenti, classificandoli secondo un'unica stregua, se non per mezzo di esami: di quegli esami di stato che tutti invocavano quando non c'erano, e contro cui tanti protestano ora che ci sono? - Certo nel giudizio comparativo dei concorrenti è giusto ed è utile alla scuola che si dia un notevole peso alle pubblicazioni, 'oltre che ai resultati degli esami, perché è bene che gl'insegnanti sieno spronati a dedicar le ore libere alla ricerca scientifica disinteressata 6 ; ma è certo anche che si è commesso finora un grave errore, giudicando i concorsi con criteri prevalentemente scientifici e classificando i concorrenti secondo il solo valore della carta stampata. 7 Essendo dunque, nullo per i concorsi il valore probativo dei titoli accademici, e insufficiente quello delle pubblicazioni scientifiche, non resta altra via per assicurare alla scuola i maestri migliori, se non quella di sottomettere tutti i concorrenti a una o piu prove d'esame. Dalle quali prove non è giusto che siano esentati quegl'insegnanti, che sono già in servizio ed aspirano a cambiare insegnamento. 8 L'insegnante, che sia già in ufficio e concorre a un altro posto, dev'essere senza alcun dubbio preferito - a parità di condizioni - al concorrente, che non abbia ancora prestato nessun servizio di sorta, perché anche l'anzianità ha i suoi diritti. E se egli inoltre potrà presentare nel concorso giudizi di persone competenti, le quali attestino i buoni frutti dell'insegnamento da lui impartito nella scuola che vuol lasciare, anche questo è giusto che rappresenti per lui un notevole vantaggio di fronte a chi non ha meriti analoghi. Ma pretendere, come han fatto nello scorso anno non tutti per fortuna, ma purtroppo molti professori, la esenzione dalle prove d'esame, è pretendere un privilegio ingiusto, immorale, dannoso alla scuola, e tale che ogni seria e logica organizzazione dei concorsi sarebbe resa 6 Le pubblicazioni ciabattone o sbagliate si dovrebbero, però, classificare con puflti negatlvt, non solo per tagliar corto con la mania titolografica, ma anche perché non è giusto classificare con zero tanto chi ha avuto il buon senso di non pubblicare nessuna sciocchezza, quanto chi ha dato prova di incoscienza facendo gemere i torchi invece di lasciarli in pace. 7 I concorsi speciali per le grandi sedi, invece, si dovrebbero decidere sui titoli scientifici e di carriera e dovrebbero esservi ammessi quei soli insegnanti, che professano la stessa materia nella stessa scuola nelle piccole città. L'avere aperto a chiunque questi concorsi affinché gli assistenti universitari non ne fossero esclusi e non dovessero fare il sacrifizio di passare neanche un anno in una città di provincia, è stata una vittoria deplorevolissima dei professori universitari di scienze desiderosi di favorire i loro beniamini; ed è a dolere assai che la Camera e il Senato l'abbiano data vinta a volgari interessi personali. 8 La questione non avrebbe nessuna importanza pratica, se ci fosse il ruolo unico, se cioè non esistesse l'attuale iniqua differenza di stipendio fra insegnanti di classi inferiori e superiori, la quale fa coincidere il cambiamento di scuola con un aumento di stipendio, e induce i professori a considerare l'insegnamento nelle classi inferiori come un primo gradino della carriera economica. Col ruolo unico, ognuno sceglierebbe fino da principio la sua scuola; e non avrebbe piu bisogno, per sistemarsi definitivamente, di fare nuovi concorsi durante la carriera, disputando i posti meglio retribuiti ai concorrenti neolaureati. 572 BibliotecaGino Bianco

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