Problemi di riforma scolastica certo a noi e a tutti coloro, i quali hanno studiata la questione senza antipatie impulsive e soprattutto senza interessi personali, che il principio fondamentale del regolamento dei concorsi è ottimo; che le critiche al sistema del concorso per esami non hanno nessun fondamento serio; che commetterebbe un vero delitto contro la scuola quel ministro, il quale non sapesse resistere alle pressioni di chi non vuol correre l'alea di un difficile esame, e abolisse gli esami nei concorsi, invece di perfezionarne il meccanismo e aumentarne la precisione. Finora i concorsi, quando si facevano, si fondavano generalmente sm titoli accademici (punti riportati negli esami universitari o negli esami di laurea ecc.), sui titoli scientifici (pubblicazioni), e su titoli didattici e di carriera (ispezioni lodevoli, relazioni dei presidi, anzianità) per gl'insegnanti, che fossero già in ufficio e aspirassero a cambiare cattedra o sede. La comparazione dei titoli accademici è il piu sciocco e il piu iniquo criterio di scelta che si possa immaginare. Lo stesso alunno, sottoposto alle stesse domande e facendo le stesse risposte in due università diverse, sarà classificato certamente con punti diversi nei due identici esami; e nella stessa facolt~, accanto al professore di manica larga che regala senza discernimeP..::o i pieni voti e le lodi, non manca mai il professore rigido e difficile il quale non voterebbe un dieci neanche se lo tirassero cogli argani. In queste condizioni, che nessuna volontà umana può modificare, i titoli accademici sono quantità che non si possono equamente commisurare. Né è giusto, che un giovane il quale sia stato mediocre alunno in un sistema universitario come il nostro, ma abbia rivelato in seguito meriti segnalatissimi, si porti dietro per tutta la vita il peso morto di un sessantasei riportato nell'esame di laurea, mentre un centodieci largito da qualche Commissione troppo liberale a qualche sgobbone senza ingegno creerà a costui un privilegio eterno di fronte a quell'altro. La laurea non deve essere considerata se non come il titolo necessario per !''ammissione al concorso, come avviene nei concorsi per la magistratura, per il genio civile, per tutti gli altri uffici pubblici; e il concorrente deve dimostrare con altri mezzi e in condizioni pari a quelle degli altri il grado della propria capacità. Uno dei difetti del regolamento dei concorsi sta appunto nel non avere tolto ogni peso ai titoli accademici, e nelÌ'avere irragionevolmente e ingiustamente conservato un notevole valore ai punti riportati dai concorrenti negli esami universitari. 4 All'università si deve andare per studiare e non per farsi classificare dai propri professori per i concorsi futuri: gli esami utili per la carriera professionale si devono 4 Nei precedenti concorsi si è dato il caso di un concorrente, che aveva riportato p1em voti e lode in quasi tutti gli esami universitari, ed era stato proclamato nuovo Pico della Mirandola (sic) dalla Facoltà che l'aveva laureato; e presentava pubblicazioni piene di strafalcioni colossali, e fece esami spaventosi rivelando una assoluta deficienza intellettuale. Eppure a questo bel tipo la Commissione non poté non assegnare nella graduatoria dei titoli accademici il massimo dei punti. 570 BibliotecaGino Bianco
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