Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

La riforma della scuola media mente superiori, quali ogni piu progredito paese ci potrebbe invidiare e che possono dare una magnifica base a qualunque piu audace e nobile riforma; una metà è formata da uomini onesti e intelligenti, i quali con una migliore preparazione professionale avrebbero dati ottimi frutti, e abilmente diretti possono tuttora correggersi e rendere possibile ogni buona riforma; un sesto è dato da gente ignorante, grossolana e disonesta, di cui occorrerebbe epurare al piu presto la scuola, perché rappresenta un inciampo insuperabile a qualunque riforma. In siffatte condizioni, credere che la riforma dei metodi didattici si possa ottenere con un po' di circolari o con cambiamenti di programmi o con rinnovate istruzioni, significa illudersi o volere illudere. Il metodo didattico è la testa del professore. E la sola riforma seria dei metodi didattici consiste in una migliore preparazione professionale dei maestri, ed in un sistema di reclutamento che escluda dalla scuola gl'indegni e gl'incapac1. II La legge sullo stato giuridico, che vieta per l'avvenire ai mm1stri di concedere abilitazioni all'insegnamento per ragioni elettorali, e obbliga m via assoluta al concorso chiunque aspiri ad entrare nelle scuole, ha fatto fare un gran cammino alla riforma dei metodi didattici; e tutto sta oramai nell'imporre la leale e rigida applicazione della legge alla disonestà organica dei politicanti, alla mala voglia e alla inettezza della burocrazia, e alla cecità paralitica della Corte dei Conti. E anche a risolvere il problema della preparazione degl'insegnanti, il regolamento sullo stato giuridico ha spianata la via, organizzando i concorsi in modo che essi sieno veri e propri esami di Stato. Che altro sono, infatti, se non esami di Stato i concorsi fatti sempre per prove scritte e orali, oltre che per titoli; ed esami di Stato, i quali presentano il vantaggio di concedere la f acultas docendi ai soli candidati migliori ed escludono gli altri?3 A noi non sono ignote le proteste suscitate dal regolamento dei concorsi, proteste in parte giustificate dalla maniera cervellotica con cui sono stati ordinati gli esami, e dai criteri imperfettissimi con cui sono valutate le singole categorie di titoli, e dalle piccole trappole che ha disseminato nel regolamento una burocrazia restia a convincersi che 1 tempi dei favori e delle camorre deve essere terminato! Ma questo sembra 3 Nell'esame di Stato, a cui non sia attribuito anche l'ufficio di concorso, le esigenze degli esaminatori tendono ad abbassarsi continuamente, perché in genei-ale si ha poco scrupolo a dichiarare idoneo chi, pur essendo poco idoneo, non tocca il limite estremo della incapacità: cos{ negli esami di abilitazione all'insegnamrnto, che si facevano una volta presso le università e che si fanno tuttora per le materie per cui le università non concedono laurea, erano e sono ben pochi i somari che non riescano a saltare la sbarra. Quando, invece, gli esaminatori debbono graduare gli esaminati, oltre che giudicàrli, il livello degli esami si eleva di continuo, perché i concorrenti sono interessati a fare tutti gli sforzi per conquistare la vittoria, e gli esaminatori hanno l'obbligo morale di prendere come termine di paragone i piu forti e scartare i piu deboli. 569 . BibliotecaGino Bianco

RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==