Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica rale di fronte a1 regolamenti antichi, avere superato quindici esami speciali; e per fare questi esami deve frequentare quindici corsi, dei quali per la laurea in filosofia quattro sono biennali e per la laurea in filologia tre sono triennali; e tutti gli altri sono annuali, se i Consigli di facoltà sono discreti, il che non è davvero molto facile, perché ogni professore tende a sopravalutare la sua materia e a farla dichiarare obbligatoria per il maggior numero possibile di anni. Nella migliore ipotesi, dunque, l'alunno deve in quattro anni frequentare almeno diciannove, oppure ventun corsi di lezioni di tre ore settimanali ciascuno. Inoltre nell'ultimo biennio deve frequentare le lezioni di magistero, le quali occupano da tre a cinque ore settimanali per anno, secondo le sezioni. Si aggiungano i lavori, che molti professori assegnano agli alunni, specialmente nel primo biennio; si aggiunga che gli ultimi mesi dell'anno scolastico e le vacanze sono assorbiti dal lavoro di preparazione agli esami speciali; si aggiunga che moltissimi alunni delle facoltà di lettere appartengono a famiglie povere e devono dare qualche lezione privata per vivere: e si deve arrivare alla conclusione che l'alunno di una nostra facoltà letteraria, che voglia eseguire con coscienza il lavoro impostogli dai regolamenti, è un vero e proprio schiavo senza nessuna autonomia intellettuale, che non ha mai un minuto di tempo libero per potere studiare per conto proprio, e deve possedere nel proprio temperamento una forte capacità di reazione per non abbrutirsi in un lavoro eccessivo e, peggio ancora, assai male ordinato. Perché gl'insegnanti universitari, i cui corsi di facoltà il giovane è obbligato a seguire, si trovano in un curioso imbarazzo. Le Facoltà debbono funzionare nello stesso tempo come centri di alta produzione scientifica e come scuole professionali: "La istruzione superiore," cos1 si esprime la legge Casati, art. 47, "ha per .fìne d'indirizzare la gioventu, già fornita delle necessarie cognizioni generali, nelle carriere s1 pubbliche e private in cui si richiede la preparazione di accurati studi speciali, e di mantenere ed accrescere nelle diverse parti dello Stato la cultura scientifica e letteraria." Le Facoltà, insomma, sono anch'esse scuole uniche. Obbligati a compiere due uffici cos1 diversi, alcuni insegnanti, per fortuna pochissimi, abbandonano del tutto ogni velleità di allenamento scientifico e si limitano a far corsi liceali e talora meno che liceali, richiedendo agli esami quel tanto che può essere contenuto in un manualetto Hoepli, pochi cercano di conciliare i due obblighi, dedicando una parte delle lezioni a ricerche puramente scientifiche, e l'altra parte a corsi generali che... non si conchiudono mai per mancanza di tempo e che perciò non servono ad orientare in nessun modo gli alunni; i piu, chiusi nel loro sogno superbo di indagine e di conquista, come mistici nelle loro visioni, non si preoccupano di sapere che cosa saranno poi chiamati a fare nella vita i giovani, che affollano le loro aule: essi non hanno altra ambizione se non di fare dei loro alunni altrettanti ricercatori metodici capaci di inda562 BibliotecaGino Bianco

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