Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di rifor,:rzascolastica ni che ha incamerate per l'occasione il candidato,12 ma se il candidato è intellettualmente maturo per frequentare con esito favorevole una scuola superiore. 3° Il giudizio di idoneità deve essere il frutto di una valutazione complessiva e di una convinzione morale dell'esaminatore, non di calcoli logaritmici complicatissimi nella somma, la sottrazione e la media dei punti dell'anno e delle medie trimestrali e delle classificazioni finali. Bisognerebbe, quindi, nel giudicare l'alunno, decidere dapprima con una votazione sommaria se egli è idoneo o non idoneo a continuare negli stud1; dei non idonei la commissione non dovrebbe piu occuparsi; agli idonei passerebbe ad assegnare per ciascuna materia i punti di maggiore o minor merito, per esempio dal minimo di 1 al massimo di 5. 4° Con istituti aggravati da un eccessivo numero di classi aggiunte, o a cui accorrano a torme i candidati privatisti, e in cui gl'insegnanti debbano esaminare centinaia di giovani, gli esaminatori dopo alcuni giorni di lavoro diventano poveri esseri istupiditi dalla fatica: allora l'esame diventa necessariamente una pratica meccanica per l'esaminatore e un gioco di memoria aleatorio per l'esaminato, se non si moltiplicano le comm1ss1om. 5° La utilità e la serietà dell'esame, come di qualsivoglia operazione scolastica, dipende in minima parte dalle leggi e dai regolamenti e quasi del tutto dall'ingegno, dalla cultura, dal buon senso del maestro. Finché ci saranno professori, che crederanno sé investiti dal privilegio di ignorare tutto ciò che esca fuori dei confini della loro piccola specialità scientifica, e gli alunni obbligati ad essere conoscitori enciclopedici di ogni minimo particolare di tutte le specialità insieme; fino a quando ci saranno giovani bocciati all'esame perché non sapevano il nome della sorella di Ugo Foscolo, o tutte le scaramucce della guerra dei trent'anni, o il colore dei peli di tutti i quadrupedi; nessuna riforma estrinseca riescirà a far andar bene gli esami; e i giovani non avranno tutti i torti, se cercheranno di ingannare i maestri o di sottrarsi con la violenza - mancando ogni altro mezzo - a una cosi iniqua e inintelligente crudeltà. 12 Si vedano a questo proposito le ottime osservazioni del MARCHESINI, Contro il materialismo scolastico, in "Rivista di Filosofia e Scienze affini," ottobre-dicembre 1907. 560 BibliotecaGino Bianco

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