Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica mero pos~:bile di elementi· utili a un giudizio maturo; e in questi casi una certa larghezza nelle ammissioni provvisorie potrà essere equamente tollerata. Ma principi un po' diversi è necessario adottare, quando si tratta: 1° di passaggio dalle elementari alle scuole medie; 2° di lice.t).ze finali dalle scuole medie aventi fine in se stesse (Scuole popolari superiori, Sezioni professionali delle scuole di media cultura); 3° di esami finali delle scuole, complete o incomplete, di alta cultura. Nel primo caso non si può pretendere che il maestro elementare vada ad assistere gli alunni, che si spargono di qua e di là per diverse scuole e diverse città. D'altra parte, come abbiamo piu volte accennato e spiegato, le Scuole popolari superiori e le Scuole di media cultura debbono prendere i giovinetti al punto in cui il maestro elementare riesce a condurli, non essere dapprincipio troppo esigenti, e cercare di elevar la scolaresca con amore e pazienza a poco a poco. Perciò sembra a noi che il passaggio dalle elementari a quelle due categorie di scuole, potrebbe continuare ad essere concesso alla fine della quarta elementare con l'attuale esame di maturità, giudicato da una commissione mista di maestri elementari e di insegnanti di Scuole popolari o di Scuole di media cultura (triennio inferiore). Ma per il passaggio dalle elementari al corso preparatorio o al primo anno delle Scuole di alta cultura, gli esami dovrebbero darsi senz' altro presso le scuole, a cui gli alunni aspirano di essere ammessi, come del resto si faceva una volta in Italia. Né sono da temere gravi inconvenienti dalla assenza del maestro, che ha istruito l'aspirante; perché in quella prima età il ragazzo in generale non ha nessuna idea della gravità di un esame e ci va con una spensieratezza invidiabile; e le prove di capacità, che deve dare, sono cosi semplici e di cosi facile valutazione, che non è serio parlare per esse di pericoli, di disgrazie, di alea.9 Le licenze finali delle scuole aventi fine in se stesse non possono essere concesse se non dagli insegnanti delle scuole stesse. L'esame di ammissi<;>nei licenziati lo daranno a suo tempo nelle prove di concorso per gli uffici pubblici, e nel tirocinio pratico a cui saranno sottoposti dalle azien- • de private prima di essere definitivamente assunti. Quanto alle licenze finali dalle Scuole di alta cultura, che preparano agli studi universitart, basterà che assistano agli esami di ciascuna s_cuola due commissari, uno per le lettere e uno per le scienze, con diritto di veto motivato contro quelle promozioni che essi giudicassero immeritate. Noi abbiamo in Italia un centinaio e piu di insegnanti universitari di lettere e altrettanti di scienze; a questi si potrebbero aggiungere parecchi insegnanti delle facoltà di giurisprudenza (diritto romano, storia del diritto, 9 Le prime scuole moderne, che saranno istituite e che saranno prese d'assalto dagli amanti di novità, non potranno evidentemente reggersi se non potranno respingere gli aspiranti in soprannumero con esami di ammissione, i quali funzioneranno addirittura come esami di concorso finché la moltiplicazione delle scuole moderne non abbia creato l'equilibrio definitivo. Quand'anche, perciò, il sistema da noi proposto venisse respinto per tutte le scuole, noi insisteremmo affinché esso fosse accettato almeno in via provvisoria per le scuole moderne. Vedi innanzi. 558 BibliotecaGino Bianco

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