Gaetano Salvemini - Scritti sulla scuola

Problemi di riforma scolastica II Riconosciuta la necessità degli esami, il problema da risolvere è quello di ordinarli in modo, che sia ridotto al minimo il pericolo di giudizi troppo indulgenti, o troppo severi, o arbitrart Se l'esame verte sugli studi fatti in una serie troppo lunga di anni come è in Francia, dove non esistono gli esami da una classe all'altra dello stesso Istituto e l'alunno inciampa solo alla fine nel baccalaureato o esame di licenza - l'alunno si trova sopraffatto dal peso eccessivo della materia, che deve riassumere e coordinare; e la evidente irragionevolezza del compito impostogli dalla legge troppo esigente e malpratica, produce l'effetto che gli esaminatori si manifestano nel giudizio peritanti e indulgenti e l'esame vien meno al suo ufficio di selettore e classificatore delle intelligenze; oppure, se gli esaminatori sono uomini senza buon senso e dalle abitudini burocratiche, l'esame si riduce a una operazione estremamente aleatoria, in cui il maestro gioca a mosca cieca coll'alunno e la sola fortuna decide del risultato. Ecco perché si dovrebbe vietare agli alunni delle scuole private di presentarsi nelle scuole pubbliche ai soli esami di· licenza; ma dovrebbero essere tenuti a dar gli esami pubblici, se non ogni anno - il che toglierebbe ogni libertà all'insegnamento privato, costringendolo a foggiarsi anche nei minimi particolari sull'insegnamento pubblico, almeno ogni due o tre anni. 4 Se, al contrario, l'esame si fa ad intervalli troppo brevi - come è fra noi l'esame ·trimestrale - esso riesce necessariamente poco serio ed efficace: gli alunni, con un calcolo di probabilità in cui divengono ben presto esperti a meraviglia, riescono spesso a prevedere nelle nozioni impartite dagl'insegnanti nei due mesi e mezzo precedenti, quel cantuccio di materia in cui dovranno dar saggio del loro sapere; e dovendosi evitare una eccessiva perdita di tempo per non sottrarre troppo spazio alle lezioni vere e proprie, la prova riesce necessariamente breve e affrettata, anche se alle spalle del professore non ci sia il Capo dell'istituto a incalzarlo perché si spicci e non stia a cercare il pelo nell'uovo. "Di solito i giovani, ottenuta una buona classificazione nei primi trimestri, all'ultimo si abbandonano facilmente alla natura che ne invita ad oziare, e trascurano le materie, in cui si sentono sicuri. Il freno del cinque nel terzo trimestre non spaventa i piu dei giovani, i quali intuiscono che l'insegnante difficilmente si ostinerà a fare in ultimo la triste figura di non aver saputo preparare conveniente4 Nell'ordinamento scolastico da noi proposto, chi volesse presentarsi agli esami finali di una scuola di alta cultura dovrebbe avere superati gli esami di passaggio dalla terza alla quarta divisione; l'esame dalla terza alla quarta divisione dovrebbe essere preceduto da quello dalla seconda alla terza; e cosf di seguito. Nelle scuole di media cultura, per essere ammessi agli esami finali dei bienni professionali si dovrebbe già possedere la pubblica abilitazione al passaggio dal triennio superiore preparatorio al biennio professionale; e questa abilitazione dovrebbe essere preceduta dal regolare certificato di passaggio dal primo al secondo triennio. Le scuole popolari superiori potrebbero dividersi in due bienn1. 552 BibliotecaGino Bianco

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