La riforma della scuola media mente la sua classe. 115 Lo studio riassuntivo annuale o è affatto trascurato, dal momento che la legge non lo rende obbligatorio; oppure, se l'insegnante lo impone di propria iniziativa, è fatto senza impegno e alla carlona, perché il maestro ha le mani legate dalle medie dei primi due trimestri, con cui deve far corpo quella dell'ultimo, e perciò i risultati della prova finale non hanno nel giudizio definitivo quel peso prevalente che dovrebbero avere. E cosf gli intelletti giovanili, non mai provati in un largo lavoro di sintesi, si avvezzano troppo analitici. Peggio assai è se le classificazioni riportate giorno per giorno debbono di diritto far corpo con la classificazione della prova trimestrale e dare con esse la media: allora ogni interrogazione diventa un esame; il maestro, dovendo interrogare tutti gli alunni per un numero sufficiente di volte durante il trimestre, non allo scopo di tenerli all'erta, ma di classificarli, sospinto dal tempo veloce, riduce le lezioni vere e proprie ai minimi termini, consuma la piu parte del suo tempo a macchinar domande e pesar risposte, limita le domande alla sola lezione della giornata: ogni studio sistematico, lento, disinteressato diventa impossibile. È un sistema, che dovrebbe avvezzare gli alunni "al lavoro giornaliero, metodico; favorisce in singolar modo lo sviluppo delle mediocrità, e di quella virtu che si chiama la pazienza; ma non fa grazia alle nature vive o ribelli; alle intelligenze forti ed originali, la cui vita è saltuaria, fatta di depressioni e poltronerie strane, alternate ad azioni febbrili, a tensioni di fatica indicibile e feconda. 116 L'alunno, angustiato dalla preoccupazione dei punti utili o dannosi per le sempre imminenti medie trimestrali, si trova in uno stato perenne d'inquietudine e di sospetto: il maestro è il nemico, dalle cui insidie occorre senza riposo stare in guardia. Chi una volta ha conquistato quel fatidico sei - e bisogna essere ben negligente e ben talpa per lasciarselo sfuggire - è quasi sicuro che non sarà piu interrogato per una quindicina di giorni od anche per un mese o due, sopra tutto se il professore ha la saggia, la lodevole, la prudente abitudine d'interrogare gli alunni per turno, magari anche alfabetico. La certezza, o poco meno, che potranno godere un lungo periodo di sosta e riposare sugli allori ben meritati, rende lieti i nostri giovani, i quali, al caso, ad una interrogazione intempestiva sanno subito opporre un pretesto per non rispondere: un mal di capo, l'arrivo di un parente, la malattia della madre o del nonno, o che so io. Anzi qualch'altra cosa essi pur sanno: assentarsi dalla scuola a tempo e luogo per evitare le interrogazioni noiose e poter poi dire che non erano presenti. E cosf si va innanzi alla giornata e in molte scuole non si riassume la materia e dai giovani ci si limita a pretendere la sola lezione precedente senza mai ritornar sul passato.7 L'abolizione degli esami annuali, insomma, giustificata per lo piu con la speranza che gli alunni, per assicurarsi il passaggio alla classe superiore, s G. L1s10 e G. B. MARCHESI, La questione degli esami nelle scuole medie, negli "Atti del sesto Congresso nazionale della Federazione degl'Insegnanti," p. 96. 6 LISIO e MARCHESI, loc. cit. 7 TENTORI,Relazione sugli Esami nelle scuole medie presentata al Congresso dell'Associazione nazionale dei Capi d'Istituto, Milano, 1907, pp. 18-9. 553 BibliotecaGino Bianco
RkJQdWJsaXNoZXIy MTExMDY2NQ==